Gioco
Maurizio, l’eroe del Monte Serra che volava per aiutare gli altri
Scarpelli pilotava l’elicottero che si è scontrato sul ghiacciaio con l’ultraleggero in Val d'Aosta. I ricordi dei volontari della protezione civile
FIRENZE. L’ultima sua missione più grande l’ha compiuta sui Monti Pisani per fermare dall’elicottero l’avanzata del fuoco, che ha distrutto centinaia di ettari di bosco tra Calci, Vicopisano e Buti. Maurizio Scarpelli, 53 anni, morto nell’incidente aereo avvenuto in Valle d’Aosta, li conosceva bene quei monti che aveva contribuito a salvare, dandosi il cambio con il socio Michele Ruvidotti, tante altre volte. Cieli blu per Maurizio, l’amico volatile, la voce amica dei volontari dell’antincendio boschivo che a terra seguivano il suo lavoro. Forse il pilota più esperto che la flotta della Regione Toscana aveva a disposizione in questo momento, pronto a dare battaglia al fuoco dal cielo, sganciando l’acqua dal cielo. Per quasi una settimana aveva sorvolato i Monti Pisani, dalla mattina alla sera, restando al suo posto di comando anche otto o nove ore al giorno, concedendosi brevi pause. All’amore incondizionato per il volo, sua grande passione, univa quello per i tramonti rossi, per l’alba rosa sui paesaggi incantevoli delle Alpi, che lui definiva da fiaba.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17696073:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/01/27/news/stretti-nella-cabina-lui-che-pilotava-e-io-a-scattare-le-foto-quanti-scoop-insieme-1.17696073]]
«Era generoso Maurizio, anche durante l’incendio di Calci e poi a Sant’Andrea di Compito era stato in prima linea. Non si stancava mai, volava per giornate intere. Era una persona squisita, meticolosa, precisa. Operava sempre nella massima sicurezza – si dispera l’amico Marcello Ramalli della Vab provinciale pratese – Non posso credere che sia successo proprio a lui. Ora abbiamo saputo che l’altro pilota è stato arrestato. Anche se questa notizia non ci rincuora e non può restituirci Maurizio certamente ci conferma che lui ha fatto tutto il possibile anche questa volta. Ha fatto quello che doveva fare, come sempre». La voce di Ramalli si fa sempre più triste al pensiero della compagna e dei due bambini, un maschio e una femmina, che troppo presto hanno perso il padre.
Il passaggio tra i giorni in cui è stato eroe del Monte Serra, pioniere dell’elisoccorso in Toscana, alla tragedia ha lasciato tutti senza parole.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17692882:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/01/26/news/la-fiaba-atroce-di-maurizio-il-guerriero-degli-incendi-felice-di-volare-sulla-neve-1.17692882]]
«Durante l’estate scorsa – aggiunge Ramalli – siamo stati insieme su tanti interventi. Sul Serra ma anche nella Lucchesia, in Versilia e in provincia di Pistoia». L’altro giorno Ramalli, che sapeva che Maurizio stava lavorando in Valle d’Aosta per trasportare gli sciatori, quando ha sentito la notizia dell’incidente aereo ha avuto un presentimento. «L’ho chiamato sul cellulare – dice – ma non rispondeva, era staccato. Gli ho scritto un messaggio ma non ha risposto. Ho chiamato il suo socio Michele e purtroppo mi ha confermato quello che era successo. Ho chiamato il Soccorso Alpino di cui faceva parte anche lui come me e ho trovato altre tragiche conferme. Dovreste vedere i suoi video, le foto che scattava dall’alto, non ci sono parole per descrivere il nostro dolore».
Il Soccorso Alpino, oltre all’antincendio, era uno dei settori in cui Maurizio aveva dato il meglio. Stazzema ha ha indetto il lutto cittadino nel giorno dei funerali, ricordandolo per essersi contraddistinto nei tragici giorni dell’alluvione del 1996 per la sua attività di aiuto alla popolazione locale.
«Lo ricordo a Calci, sul fronte del fuoco e alla cerimonia di ringraziamento dei volontari che hanno lavorato per spegnere il rogo – sono le parole di Gabriele Salvadori, presidente del coordinamento dei volontari toscani antincendio boschivo – pilotava elicotteri dell’antincendio da trent’anni. Da quando aveva 20 anni aveva messo a disposizione il suo tempo per aiutare gli altri. Prima aveva cominciato con una casa famiglia per ragazzi, a Reggello, poi era stato nell’anticendio boschivo, nelle squadre che operano a terra. Dopo che aveva aperto la Eli-Ghibli servizi aerei era entrato con la sua azienda in subappalto da una società convenzionata con la Regione nell’anticendio aereo. Da giugno a settembre faceva base a Tassignano. Ma lo conoscevano in tutta Italia, aveva lavorato anche in Valtellina, i suoi voli regalavano sempre grandi emozioni. Con Maurizio ci siamo sentiti per l’ultima volta due settimane fa circa. Dovevamo vederci a cena e poi, presi da tanti impegni, abbiamo rinviato. Sapere che non sentiremo la sua voce per radio mi rende ancora più triste. Ci mancherà quel ragazzone di una bontà infinita, sempre pronti a insegnare agli altri. E non è retorica, era davvero così». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
