Il Tirreno

Toscana

Firenze, sull'arengario di Palazzo Vecchio l'ultimo saluto al partigiano "Pillo"

Un momento della cerimonia (foto Massimo Sestini)
◗
Un momento della cerimonia (foto Massimo Sestini)

In mille si sono raccolti in piazza della Signoria per i funerali di Silvano Sarti, protagonista della Resistenza. Il sindaco Nardella: "Mi diceva sempre di non demordere, di andare fino in fondo perchè questa città non la possiamo lasciare ai fascisti"

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. "L'ultimo saluto a Silvano Sarti sull'arengario di Palazzo Vecchio. Da oggi, ogni 27 gennaio, sarà la giornata della memoria ma per noi fiorentini sarà anche la tua giornata. Ciao Pillo, il tuo impegno ora è il nostro impegno. Che la terra ti sia lieve, compagno combattente!". Così, anche su twitter, il sindaco di Firenze Dario Nardella, al termine della cerimonia funebre tenutasi sull'arengario di Palazzo Vecchio, ha voluto ricordare Silvano Sarti, il partigiano "Pillo", morto due giorni fa a Firenze.

Un migliaio di persone raccolte in piazza Signoria hanno voluto salutare Sarti la cui bara è stata posta al centro dell'arengario, lì dove per tanti anni, soprattutto il 25 aprile, Sarti ha ricordato la Liberazione di Firenze di cui, ancora giovanissimo, fu tra i protagonisti.

Un lungo applauso ha salutato l'arrivo della bara, portata a spalla dalla camera ardente allestita nei giorni scorsi nella Sala della Scherma di Palazzo Vecchio. Poi i discorsi ufficiali, primo fra tutti quello di Nardella che, visibilmente commosso, ha ricordato la sua amicizia con Sarti, "il suo sapere e voler parlare ai giovani" perchè "un giovane non si può voltare indietro" davanti alle ingiustizie, al fascismo. Il sindaco ha citato Primo Levi, "spesso utilizzato da 'Pillo'" per spiegare come "nell'odio razzista non c'è razionalità". Nardella chiude così: "Mi dicevi sempre di non demordere, di andare fino in fondo perchè questa città non la possiamo lasciare ai fascisti. E oggi, che una ragazza fiorentina di 15 anni, con la pelle nera, va a scuola con meno serenità perchè sa che qualcuno le si potrebbe rivolgere dicendo 'brutta negra', cosa che qualche anno fa era molto più raro, noi dobbiamo essere più vigili che mai". 

Lunghi applausi hanno salutato gli interventi che hanno seguito quello del sindaco Nardella. Tra questi quello del vicepresidente nazionale dell'Anpi Emilio Ricci ("Silvano ha sempre difeso i principi fondamentali del nostro Stato contenuti nella Costituzione") e della segretaria della Camera del lavoro Paola Galgani che ha invece ricordato, come poi anche il segretario della Fiom di Firenze Daniele Calosi, l'impegno dell'ex partigiano nel sindacato, "nella difesa dei posti di lavoro - dice Galgani - e, prima ancora, per la sicurezza e la salute dei lavoratori".

I vari interventi sono stati intervallati dalle canzoni partigiane, tra cui 'Le stelle sopra i tetti di Firenze' al cui testo contribuì anche Sarti. Dopo Francesca Chiavacci dell'Arci, il funerale laico è stato chiuso dal presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani: "lo dobbiamo ricordare senza retorica - dice Giani perchè lui non èmai stato retorico e dobbiamo ricordare il suo orgoglio nel dire che prima di Firenze tutte le città italiane erano state liberate dagli angloamericani: 'noi no, noi si liberò la nostra città'".

Sull'arengario i gonfaloni di Firenze, medaglia d'oro al valore militare, quello della Regione Toscana, dell'Anpi, dell'Associazione deportati e delle tante formazioni partigiane, oltre alle bandiere della Cgil e della Fiom. La cerimonia si è chiusa con tutti i presenti che hanno cantato 'Bella Ciao', mentre applausi e cori salutavano 'Pillo' per l'ultima volta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore