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Anno giudiziario, Cassano: "In aumento i reati di stalking in Toscana"

Anno giudiziario, Cassano: "In aumento i reati di stalking in Toscana"

Sono nove casi al giorno di violenza denunciati in media nell'ultimo anno. Quasi 3400 gli episodi segnalati alle forze dell'ordine

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FIRENZE. Nove casi al giorno di violenza denunciati in media nell'ultimo anno. Quasi 3400 gli episodi segnalati alle forze dell'ordine. Margherita Cassano presidente della corte d'appello di Firenze apre l'anno giudiziario, alla presenza del ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Cassano pone l'attenzione "ai delitti contro la famiglia, ai delitti di maltrattamento, di lesioni volontarie, di violenza privata, di stalking. Si tratta di reati spesso strettamente connessi fra loro in una progressione criminosa destinata talora a sfociare in vere e proprie sistematiche vessazioni e, in casi estremi, in omicidi volontari".

VIOLENZA SULLE DONNE: UN'EMERGENZA

Secondo la magistrata si tratta di un'emergenza che non riguarda gli stranieri: il fenomeno è italiano. "In oltre il 90% dei casi gli autori dei reati di maltrattamento sono mariti, conviventi, partner. Anche il reato di stalking vede, in circa due terzi dei casi, le donne quali parti offese del delitto. Se le parti offese sono prevalentemente donne, gli autori sono, invece, per lo più uomini, in larga parte italiani". 

Cassano prosegue. "Come risulta dal decimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana curato dalla Regione e dall'Osservatorio sociale regionale, dal luglio 2009 al 30 giugno al 2018 si sono rivolte ai centri antiviolenza della Toscana 22.437 donne, con una media di sei casi al giorno. In un anno sono stati 3.381 i casi di violenza denunciati . E' aumentato il numero delle giovani donne di età compresa tra i 18 e i 29 anni che si sono rivolte ai centri antiviolenza, così come pure il numero dei casi di violenza su bambini e adolescenti (nel 2017 2.770 bambini e ragazzi sono stati vittime di maltrattamenti in famiglia come si desume dal rapporto sulla violenza di genere in Toscana). Questi dati possono essere ricondotti ad una maggiore consapevolezza delle parti offese in ordine alle dinamiche della violenza di genere e ai propri diritti. L'emersione tempestiva del vissuto di violenza e di richiesta di aiuto un dato sicuramente positivo che conferma l'importanza delle attività qualificate di formazione e sensibilizzazione sulla violenza di genere, nonchè della presenza sul territorio dei centri preposti all'ascolto e all'aiuto". Lo stesso allarme arriva dal procuratore generale di Firenze Marcello Viola che denuncia come siano cresciuti i casi di violenza domestica. "Il settore che più preoccupa, alla luce dell'esito delle rilevazioni statistiche, è quello dei reati commessi in ambito familiare. Sono cresciuti, infatti, in modo sensibile i casi di violenza domestica. I numeri indicano che sono in aumento, rispetto all'anno precedente, i casi di stalking e quelli di maltrattamento".

Viola prosegue: "La violenza che si protrae da lungo tempo spesso trova il suo tragico epilogo nel più grave dei delitti, l'uccisione di una donna, il femminicidio", crimine "nella maggior parte dei casi perpetrato proprio all'interno di legami e relazioni familiari". "Nel distretto sono stati commessi 20 fatti omicidiari (fra consumati e tentati) ai danni di donne, rispetto ai 25 del precedente periodo, con una riduzione che non vale tuttavia a modificare l'immagine di un fenomeno di intollerabile drammaticità, spesso connotato da modalità brutali ed efferate.

GESTIONE MIGRANTI: LE CRITICITA'

La violenza di genere non è l'unica emergenza in Toscana. Secondo Margherita Cassano sulla gestione dei migranti "si registra un rilevante arretrato ascrivibile alla esiguità delle risorse umane rispetto al numero degli affari. Tale arretrato preoccupa, perchà incide sui diritti fondamentali delle persone e sulle loro legittime aspettative di vita. Basti pensare che l'arretrato della Commissione territoriale di Firenze e delle altre Sezioni distaccate ammonta complessivamente a 8.400 pratiche, nonostante che la sola Commissione territoriale di Firenze valuti ogni mese mediamente ben 240 domande".

Dinanzi alla sezione specializzata del Tribunale di Firenze, costituita nell'agosto 2017, "risultavano pendenti al 12 settembre 2018, 5577 procedimenti, pur in presenza di un forte impegno lavorativo dei giudici che dal 17 agosto 2017 al 12 settembre 2018 hanno definito 1768 procedure". Due i fattori di rallentamento secondo la magistrata: "Le Commissioni territoriali non effettuano le videoconferenze previste dalla legge come documento del colloquio avvenuto a causa dell'indisponibilità delle relative apparecchiature che, all'esito delle gare, devono essere fornite dal Ministero dell'Interno. La seconda è che le Commissioni territoriali si trovano nell'impossibilità di trasmettere gli atti al Tribunale con le modalità previste dalla legge a causa dalle mancata adozione del decreto direttoriale d'intesa fra Ministero della Giustizia e Ministero dell'Interno"

LE CARCERI IN TOSCANA

Sulla situazione carceraria in Toscana, Cassano spiega che "purtroppo dobbiamo nuovamente registrare il sovraffollamento carcerario ascrivibile al fatto che la sanzione penale costituisce l'unica, impropria risposta a fenomeni di marginalità e devianza sociale che richiederebbero altri tipi d'intervento" e "le condizioni degradate delle strutture", tuttavia "in un quadro così problematico è doveroso ricordare tre eccellenze del territorio toscano: l'esperienza del Teatro carcere di Volterra; il carcere 'aperto' della casa-isola Gorgona in cui si registrano ottimi risultati sotto il profilo rieducativo e del reinserimento sociale dei detenuti impegnati in attività di tipo agricolo e zootecnico; l'istituzione, nel maggio 2018, a Sollicciano del Consiglio dei detenuti, forza di rappresentanza elettiva e democraticamente designata da gruppi di detenuti nelle sezioni".

 Tra le criticità, invece, Sollicciano dove "la caduta di cemento ha comportato la forzata chiusura delle aree esterne destinate ai passeggi dei detenuti con gravi ripercussioni sul loro stato psico-fisico e vibrate manifestazioni di protesta; la sezione femminile del carcere di Pisa in cui esistono tuttora bagni a vista che ledono la dignità delle donne ristrette; San Gimignano dove tuttora manca il collegamento alla rete idrica e le relative risorse vengono attinte da pozzi; tre episodi di suicidio a Pisa, Livorno e Sollicciano; e 91 tentati suicidi, con punte di 28 presso il Complesso penitenziario di Firenze Sollicciano e di 22 nel carcere di Pisa; 916 atti di autolesionismo nella maggior parte presso gli istituti di Pisa e Prato; 243 atti di aggressione e 70 ferimenti". "Sono dati - commenta - che non possono essere ignorati da uno Stato che voglia definirsi Stato di diritto e che, all'esito di un'attenta analisi, richiedono risposte tempestive ed organiche, in quanto esprimono il grave disagio della popolazione detenuta, la cui composizione è sempre più variegata e impone interventi differenziati", "con carceri diversi per le diverse tipologie di reato". Cassano ha anche segnalato le carenze di organico della polizia penitenziaria come ulteriore elemento di criticità.

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