FIRENZE. E' morto la notte scorsa, giovedì 24 gennaio, Silvano Sarti, il partigiano "Pillo", già presidente dell'Anpi di Firenze: era nato a Scandicci (Firenze) nel 1925. Condoglianze per la scomparsa di Sarti sono state espresse dal sindaco Dario Nardella: "Il partigiano Silvano Sarti ci ha lasciati - scrive su Fb Nardella - . 'Pillo' se ne è andato in questa fredda notte fiorentina, in silenzio. Un uomo alto, forte, energico, è stato piegato dal tempo, lui" che "aveva combattuto con i partigiani per liberare la nostra Firenze dai nazifascisti, medaglia d'oro al valore militare", che "ha passato tutta la sua vita a parlare con i giovani, a discutere con gli operai, sempre in prima linea", che incarnava i valori più genuini dell'essere fiorentino".
"Ce lo ricorderemo così - prosegue Nardella -, con il foulard rosso al collo, il sorriso tenero sul volto scolpito dalla vita, spesso dura, la voglia di parlare, di raccontare senza fermarsi mai. Aveva paura di perdere la voce Silvano, per non poter più raccontare la violenza del fascismo, l'odio degli oppressori, il coraggio di chi non si è piegato e ha scelto la libertà. Stai tranquillo Silvano, la tua voce sarà sempre la nostra voce, la tua speranza sarà sempre la nostra speranza, la tua testimonianza sarà sempre la nostra testimonianza. Ciao Silvano. Compagno partigiano".
La camera ardente e la commemorazione pubblica si terranno a Palazzo Vecchio. Lo ha annunciato il sindaco Nardella, parlando a margine dell'evento dedicato al Giorno della Memoria nel salone dei '500 e che si è aperto con un minuto di silenzio in ricordi di Sarti. La camera ardente si terrà oggi, venerdì 25 gennaio, dalle 16 alle 19 e domani dalle 9 alle 19 in sala d'Arme. La commemorazione pubblica si svolgerà invece alle 9.30 del 27 gennaio.
Il sindaco, commosso, ha spiegato la volontà di allestire la camera ardente in Palazzo Vecchio, "il palazzo dei fiorentini, che Silvano amava così tanto e che ha difeso con tutta la sua forza". "E' incredibile - ha continuato Nardella -. Il destino ha voluto che Silvano se ne andasse proprio nei giorni in cui celebriamo la Memoria, un vuoto incolmabile".
Il ricordo della Cgil. Cordoglio della Cgil Toscana e di Firenze per la scomparsa di Silvano Sarti, che fu anche un dirigente del sindacato, nella Camera del lavoro di Firenze, che contribuì a ricostruire e rilanciare una volta finita la guerra. La segretaria toscana della Cgil, Dalida Angelini, ricorda che di recente "era venuto in Cgil Toscana, a trovarci, a fare visita" al suo sindacato. "Qualcuno - aggiunge - l'ha definito patrimonio di Firenze, io aggiungo patrimonio della Toscana e del paese. Carissimo Silvano, non ti dimenticherò, non ti dimenticheremo".
"Uno di noi, da prima di noi. Negli ultimi tempi era molto preoccupato per il ripresentarsi di pulsioni fasciste. Se ne va una grande persona, un sindacalista (della Cgil), un partigiano: ciao Silvano, grazie per tutto, continueremo a batterci per gli stessi ideali che ti hanno animato tutta la vita", le parole di Paola Galgani, segretaria della Camera del lavoro di Firenze.
Ripercorrendo la storia di Sarti, il sindacato ricorda che, "figlio di operai, nel 1940 fu assunto come operaio tagliatore al calzaturificio Rangoni di Firenze. Avvicinato da due esponenti Pci in clandestinità, svolge attività di raccolta fondi da distribuire alle famiglie degli antifascisti arrestati (il soccorso rosso). Nel 1944 si iscrive al Pci e partecipa alla lotta di Liberazione nella Sap. Dopo la guerra, è tra i primi che si impegnano nella ricostruzione della Camera del lavoro Cgil di Firenze. Per la Cgil diventa segretario della commissione interna al calzaturificio Rangoni; negli anni '60 segretario provinciale dei lavoratori del tessile e dell'abbigliamento, nel decennio successivo segretario nazionale dei calzaturieri. Insomma una vita da iscritto e militante Cgil (dopo la pensione, nello Spi Cgil)".
Le testimonianze. "E' stato fino all'ultimo un appassionato combattente antifascista e un testimone dei valori repubblicani e costituzionali. Ci lascia in un momento in cui nel nostro Paese le ragioni di quella sua battaglia tornano prepotentemente in primo piano. Il suo esempio e il suo ricordo ci saranno preziosi". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprime cordoglio per la scomparsa di Sarti, il partigiano "Pillo".
"C'era ancora tanto bisogno della sua passione e del suo entusiasmo - commenta l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -. Ho conosciuto Silvano e mi ha sempre colpito la sua capacità di dialogo e di confronto e soprattutto la sua voglia continua di proporre ai giovani di oggi quei valori che lo avevano spinto, lui allora giovanissimo, a combattere per liberare la sua città e il suo paese".
Anche il senatore Matteo Renzi lo ha ricordato sulla sua pagina Facebook: "Stanotte ci ha lasciati Silvano
Sarti. Era un partigiano che amava stare con i giovani. Raccontava con il suo vocione le storie della Resistenza e della Liberazione di Firenze", "per me stato un punto di riferimento e un amico vero. Buon viaggio, Silvano. Grazie per quello che sei stato e che continuerai a essere nel cuore di chi ha camminato con te".
"I suoi discorsi dell'11 agosto in Palazzo Vecchio erano interminabili e bellissimi canti d'amore per la libertà - ricorda Renzi -. Finiva con tutto il salone in piedi per applaudirlo e lui si voltava piano verso di me: 'Come sono andato?'". "Educava i giovani all'impegno - aggiunge -: 'Ragazzi, voi siete più importanti del telefonino che tenete fisso in mano. Quando s'aveva la vostra età a qualcuno di noi è toccato morire per la vostra libertà'. Amava la politica e incoraggiava tutti a mettersi in gioco, sempre: 'Mi raccomando, non mollare'".