Il dolore
Pd, la mozione Zingaretti in Toscana è oltre il 45%
I dati (ufficiosi) diffusi dal coordinamento della mozione che in regione sostiene il presidente del Lazio, candidato alla segreteria dem
FIRENZE - I dati diffusi dal coordinamento per Nicola Zingaretti in Toscana parlano di una netta affermazione della sua mozione che raggiunge il 45%, staccando Martina, fermo sotto il 38%, e Giachetti con circa il 15%.
"Vinciamo anche in Toscana - commenta Alessandra Nardini, che con Emiliano Fossi coordina la mozione in Toscana - e questa è una grande notizia: la nostra proposta raccoglie consenso perché grazie alle idee e ai contenuti messi in campo ha saputo unire i diversi percorsi e punti di vista che la arricchiscono”.
“Sono dati raccolti sui territori, non ufficiali ma consolidati - spiega Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio - e ci consegnano uno straordinario risultato per Zingaretti in Toscana. Dal nostro territorio arriva un segnale chiaro: la proposta di Nicola è la più forte anche qui”.troppo a lungo negate.”
Il coordinamento mette in luce alcuni dati: la mozione Zingaretti vince con particolare forza nei territori dove il PD ha subito recentemente sconfitte storiche, segno che incardina con forza la voglia di cambiamento e novità. Nelle federazioni di Pisa (55%), Arezzo (56%), Siena (66%), Livorno (58%), Valdicornia Elba (52%) la mozione ha risultati straordinari.
“I dati ci danno oltre il 50% in molte realtà, credo sia un risultato inaspettato segno che anche la Toscana ha voglia di cambiare stagione politica. È un dato molto buono che ci lancia verso le primarie, lì si decideranno davvero le sorti del PD e contiamo di superare con forza il 50%: abbiamo bisogno di un segretario legittimato, non di giochini o accordi di corrente”, dice l’ex deputato Federico Gelli.
Un appello verso le primarie arriva anche da Susanna Cenni, parlamentare del Partito Democratico che dice: “Alle donne, al mondo associativo, ai tanti delusi da questo governo ed a chi condivide i nostri valori ma ci ha ritenuto troppo a lungo lontani, a tutti loro chiedo di venire a votare il 3 Marzo. Dobbiamo costruire l’alternativa a questo governo, c’è bisogno di tutti”.
Rosa Maria Di Giorgi infine incalza “Credo che il voto dei nostri iscritti sia una richiesta di discontinuità anche rispetto alla classe dirigente del PD, che deve essere diversa, più aperta, inclusiva, prestare più attenzione all’organizzazione di un partito che si è troppo indebolito in questi anni. Inclusione, unità, ricucitura del campo del centrosinistra devono essere imperativi del nuovo PD”.
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