Sicurezza
Favoreggiamento, indagati tecnici Arpat
MASSA-CARRARA. Sono tre i tecnici Arpat indagati nell’inchiesta della magistratura - condotta dai militari della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera - con l’accusa di omessa denuncia e favoreggiamento per una serie di controlli antiinquinamento in alcune aziende al termine dei quali non avrebbero proceduto - questa la tesi dell’accusa - con una segnalazione.
Ai tre indagati è stato notificato l’avviso di conclusione indagini: a uno, Giuliano Corsini, di Carrara, vengono contestati cinque episodi; a un altro, Marco Bertolini, anch’egli di Carrara, sono contestati quattro controlli, e al terzo, Olinto Marchi, di Massa, un sopralluogo.
Questa è l’impostazione dell’accusa al termine delle indagini preliminari; i tre indagati hanno venti giorni di tempo per produrre memorie e documentazione, o possono chiedere di essere ascoltati. Al termine di questa fase, il procuratore capo Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta, valuterà se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento.
L’indagine era nata da un esposto nei confronti del personale Arpat. Vi erano state perquisizioni e sequestro di materiale alla sede di Massa di Arpat.
Le ditte controllate e “graziate”, tutte della zona, avrebbero rischiato la segnalazione per “reati contravvenzionali” legati al decreto legislativo numero 152 del 2006, tutte norme in materia ambientale. —
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