Il Tirreno

Toscana

Morto durante il controllo di polizia, indagine per omicidio colposo. Salvini: "Gli agenti dovevano offrire il cappucino?"

Matteo Leoni
Morto durante il controllo di polizia, indagine per omicidio colposo. Salvini: "Gli agenti dovevano offrire il cappucino?"

Empoli, aperto un fascicolo contro ignoti. La pm Christine Von Borries ha ascoltato il personale intervenuto sul posto. Il 31enne tunisino era stato colto da malore dopo essere stato immobilizzato con manette e lacci ai piedi. Il ministro torna sul caso durante una diretta Facebook

4 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Omicidio colposo. È questa l’ipotesi di reato avanzata dagli inquirenti che indagano per la morte di Arafet Arfoui, il trentunenne tunisino morto giovedì durante un controllo di polizia nel money transfer di via Ferrucci. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti. Per tutta la mattina di ieri e parte del pomeriggio la pm titolare dell’inchiesta, Christine Von Borries, ha ascoltato il personale intervenuto sul posto. Le versioni dei quattro agenti sarebbero concordanti, e al momento non ci sarebbe elementi per iscrivere nessuno sul registro degli indagati. Lo stesso vale per i soccorritori.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17670158:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/morto-durante-fermo-di-polizia-salvini-no-alle-manette-che-dovevano-fare-gli-agenti-offrire-brioche/114645/116238]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.17670076:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2019/01/19/news/morto-durante-un-controllo-il-dirigente-difende-i-suoi-poliziotti-agenti-preparati-e-persone-perbene-1.17670076]]

Al vaglio infatti c’è anche il loro operato, per capire se nei minuti successivi al malore sia stato fatto tutto quello che era possibile, e tempestivamente, per salvare Arafet.

Risposte più precise, anche in merito a eventuali responsabilità di poliziotti e sanitari, arriveranno dall’esito dell’autopsia che farà chiarezza sulle cause della morte. Oggi la pm conferirà l’incarico per l’esame autoptico, che verrà eseguito lunedì. Il trentunenne ha dato in escandescenze mentre i due poliziotti intervenuti nel money transfer lo stavano perquisendo. All’inizio sembrava tranquillo, poi è diventato molto violento, si è scagliato contro gli agenti prendendoli anche a morsi, procurando loro lesioni. Non riuscendo a tenerlo fermo è stato necessario chiamare una seconda pattuglia di rinforzo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17670083:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/empoli-morto-durante-un-fermo-di-polizia-il-racconto-di-un-testimone/114595/116188]]

Nelle fasi del controllo Arafet è anche riuscito a uscire dal negozio. È entrato in una macelleria vicina, ha afferrato una bibita in vendita e ne ha bevuto un sorso, poi è stato raggiunto e fatto tornare nel money transfer. In quattro sono riusciti ad ammanettarlo, ma sono anche stati costretti a bloccargli i piedi con una corda di fortuna prestata dal titolare, perché continuava a scalciare ferocemente. L’uso della corda, sulla base dei primi accertamenti e in attesa dei risultati dell’autopsia, non sarebbe collegabile al malore che ha portato alla morte il trentunenne: sia perché era stata assicurata all’altezza dei piedi, sia perché era stata legata in modo da non costringerlo e da lasciargli un minimo di libertà di movimento. Il 118 è stato chiamato dai poliziotti prima che l’uomo si sentisse male, affinché si valutasse l’opportunità e la possibilità di sedarlo e portarlo in ospedale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.17666677:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2019/01/18/news/gli-hanno-detto-che-una-banconota-era-falsa-e-ha-cominciato-ad-agitarsi-e-a-urlare-1.17666677]]

Dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Firenze emergerebbe infatti che quando il tunisino è stato colto da malore la dottoressa del 118 era già sul posto. “Ha cambiato colore” le avrebbero detto gli agenti chiedendole di avvicinarsi velocemente, resisi conto per primi che qualcosa non andava.

Tutto sarebbe durato alcuni minuti, come confermato anche dalle immagini riprese dalle telecamere presenti dentro e fuori dal negozio, acquisite dagli inquirenti. Dopo che i sanitari hanno constatato l’arresto cardiocircolatorio sono iniziate le manovre di rianimazione sul posto, durate oltre un’ora. Per il tunisino non c’è stato nulla da fare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17670063:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/muore-per-un-malore-durante-l-intervento-della-polizia-ecco-cosa-sappiamo/114592/116185]]

IL MINISTRO SALVINI TORNA SUL CASO

"Se i poliziotti non possono usare le manette, che fanno, offrono cappuccio e brioche?". Così, nel corso di una diretta Facebook - indossando la giacca della tuta delle Fiamme Oro, e la scritta Polizia sul petto - il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, torna sul caso del tunisino morto ieri a Empoli in seguito a un fermo.

GABRIELLI: SE QUALCUNO HA SBAGLIATO PAGHERA'

"Io rispetto le vittime e i loro familiari, chiedo che analogo rispetto sia riferito a uomini e donne che lavorano per riaffermare le legalit. Se qualcuno ha sbagliato pagher per un giusto processo e non per le farneticazioni del tribuno di turno". Lo afferma il capo della polizia, Franco Gabrielli.

ILARIA CUCCHI: SEMPRE LO STESSO COPIONE

"Sono preoccupata - dice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano - si tratta di vicende tutte uguali. Quello che avviene un istante dopo la notizia di vicende come queste, avviene sempre con le stesse dinamiche e meccanismi. Nessuno mette in discussione l'abilità e l'operato della parte per bene delle forze dell'ordine. Resta il fatto che di fronte a simili accadimenti assistiamo a prese di posizione preventive".

LA MOGLIE DELL'ESERCENTE: PS HA FATTO IL SUO DOVERE

"Era una persona pericolosa, gli sono state dette tante cose ma per quello che mi riguarda, e che so io, gli agenti di polizia hanno fatto il loro dovere". Lo dice ai microfoni del Tgr Rai Toscana, Alessandra Giacomelli, moglie del titolare del negozio money transfer di Empoli (Firenze).

I RADICALI: ERA NELLE MANI DELLO STATO

"Tutto quello che sappiamo sulla vicenda di Arafet Arfaoui, l'uomo di 32anni, italiano di origini tunisine, è che è morto nelle mani dello Stato. Legato mani e piedi. In una stanza, l'unica senza telecamere, di un negozio. Alla presenza di soli poliziotti. Siamo in uno stato di diritto e le sentenze le fanno i tribunali, questo vorremmo ricordarlo al ministro dell'Interno Salvini: i suoi tweet non sostituiscono indagini, referti medici, e decisioni dei giudici. Soprattutto su una questione cos delicata, soprattutto nel paese di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e altri morti per mano dello Stato". Lo dichiarano Silvia Manzi e Antonella Soldo, rispettivamente segretaria e tesoriera di Radicali Italiani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web