Attenzione
Pausa caffè senza timbrare, sospesi 9 dipendenti comunali
Santa Maria a Monte, uscivano spesso per andare al bar o per fare telefonate. Scatta il provvedimento disciplinare. La sindaca: «A casa da uno a 10 giorni»
SANTA MARIA A MONTE . «Vado a prendere un caffè». Oppure: «Esco per fare una telefonata e torno». Passaggi della quotidianità innocui che, al Comune di Santa Maria a Monte si sono trasformate in un terremoto con epicentro alcuni uffici del palazzo del paese in provincia di Pisa. A ottobre era scoppiato il caso legato ad assenze fatte da impiegati, di alcuni minuti per volta dal posto di lavoro, senza timbrare. Pochi giorni fa sono arrivati i provvedimenti disciplinari per nove dipendenti dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca socialista Ilaria Parrella, rappresentante di una giunta di centrodestra. In due sono stati sospesi per un giorno ciascuno. Per gli altri, invece, i provvedimenti vanno da una settimana a otto giorni, fino a dieci giorni di sospensione.
Una decisione a cui si è arrivati dopo un’inchiesta dei carabinieri, partita da un esposto di un cittadino. I militari dell’Arma hanno piazzato telecamere nascoste filmando per tre mesi alcuni dipendenti comunali. Un’operazione che non ha fatto emergere situazioni penalmente perseguibili, come in altre vicende simili a quella del Genio civile a Massa dove la Regione ha deciso il licenziamento di sedici persone. Ma che ha tratteggiato una situazione in cui le uscite dal palazzo comunale per andare al bar o scendere in strada a telefonare erano abbastanza frequenti.
La Procura di Pisa ha archiviato il caso di Santa Maria a Monte, ma a livello amministrativo, il Comune è andato avanti. Nello scorso ottobre sono arrivate le contestazioni ai dipendenti che si erano “macchiati” di pause per il caffè o per effettuare telefonate ritenute troppo lunghe. Ma soprattutto senza timbrare. Nei giorni scorsi sono state notificate ai nove lavoratori i provvedimenti disciplinari. Ma la vicenda non sembra finire qui.
Se la sindaca Parrella non commenta, la Cgil attacca e annuncia il ricorso al giudice del lavoro per alcuni dipendenti che hanno affidato la difesa dei loro diritti al sindacato. Silvia Orsini, della Funzione pubblica della Cgil di Pisa, infatti, chiama in causa vizi di forma nel procedimento che ha portato alla sospensione dal lavoro per i nove dipendenti. «Crediamo che le decisioni prese dall’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte debbano essere commisurate alla gravità dei fatti commessi dai lavoratori – spiega la sindacalista – Gli sbagli sono stati fatti e questo è innegabile. Ma chi si è visto notificare la sospensione di dieci giorni, ha la colpa di essersi assentato per circa venti minuti in un mese. Non certo un tempo particolarmente rilevante e che giustifica una punizione così pesante».
C’è anche altro, secondo la Cgil, che andrà approfondito di fronte al giudice del lavoro. «Alcuni dipendenti coinvolti nella vicenda erano in ferie in alcuni giorni oggetto delle contestazioni», aggiunge Orsini.
Insomma, questa storia non finisce qui. Anche perché nelle parole della rappresentante dei lavoratori s’ipotizzano anche scelte dell’amministrazione di colpire chi è iscritto al sindacato. «La sindaca aveva dichiarato che difficilmente si sarebbe andati oltre una lettera di richiamo, se per il lavoratore fosse stata la prima violazione – sottolinea Silvia Orsini – Come mai questo cambio di direzione? Speriamo non sia perché alcuni di loro hanno in tasca la tessera della Cgil».
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