Il Tirreno

Toscana

Firenze 

«Gli alieni mi perseguitano» E picchia a sangue i passanti

Matteo Leoni

Panico in centro nel capoluogo toscano: un 33enne aggredisce un uomo a calci nella testa e nel torace e pesta una donna Bloccato da un poliziotto

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«Sono perseguitato dagli alieni», dice lanciando in aria dei fazzoletti: «Quelle - indica sempre i fazzoletti - sono entità aliene». E poi semina il panico in strada aggredendo e picchiando due passanti. Il protagonista è un trentatreenne albanese. Giovedì - sono da poco passate le cinque del pomeriggio - l'uomo dà in escandescenze in via Pisani, zona Isolotto alla periferia di Firenze. Prima grida frasi prive di senso sugli alieni, poi passa alla vie di fatto. A farne le spese un uomo di 68 anni, - «credevo di morire" racconterà poi ai poliziotti - e una donna di 32, che vengono scaraventati a terra e picchiati.

Entrambi sono stati portati al pronto soccorso e medicati. Ma non hanno riportato gravi lesioni e sono potuti tornare a casa in serata. L'albanese, bloccato prima da un poliziotto libero dal servizio e poi dagli agenti della squadra volante, viene portato all'ospedale di Torregalli. Qui aggredisce ancora una volta poliziotti e medici, che poi sono costretti a sedarlo. L'uomo, con evidenti problemi psichiatrici, si era reso protagonista di un episodio simile anche a novembre sempre a Firenze, dove risiede. Giovedì scorso, è emerso dagli esami eseguiti in laboratorio, non agiva sotto l'effetto di alcol o droghe. Spinto dai soli fantasmi della mente, ha picchiato due malcapitati terrorizzandone un'altra decina.

Tutti inizia con le grida, le imprecazioni contro gli alieni. Grida anche di essere appassionato d'arte e di odiare gli stranieri che hanno trafugato le opere italiane. Poi si para davanti al 68enne, lo spinge a terra. La botta è forte e inaspettata. L'uomo è sotto choc ma si alza e scappa dall'altra parte della strada. Lui lo insegue, lo butta di nuovo a terra, questa volta con ancora più violenza, poi lo prende a calci, sul costato e sulla testa. Qualcuno assiste, ma ha paura di intervenire. Altri vorrebbero chiamare il 113, ma, racconteranno, sono troppo sciocciati e spaventati per riuscire a fare qualsiasi cosa. L'albanese passa oltre, afferra la 32enne che stava tornado a casa da lavoro per le braccia, la getta a terra. Non fa a tempo a picchiarla oltre, perché arriva un poliziotto della scientifica libero dal servizio, che lo blocca e chiama rinforzi. Il 68enne e la donna ringraziano l'agente e salgono sull'ambulanza che li porta in ospedale. Al pronto soccorso vengono medicati, lui per ferite lacerocontuse alla testa e al torace, lei per contusioni alle braccia. Nel frattempo il loro aggressore, arrivato in ospedale, viene sedato. —

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