Sicurezza
Bimba muore poche ore dopo il parto, secondo caso in pochi giorni a Grosseto
Otto indagati in ospedale, fra Maremma e Siena. La neonata colpita da due infarti subito dopo il cesareo d’urgenza
Il mondo che avevano sognato, che avevano costruito insieme nel corso degli anni donandosi amore per accompagnare con quello la bambina che sarebbe nata e che avrebbero visto crescere accanto a loro, è sparito all’improvviso, nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Le Scotte di Siena, dove la piccola è morta, poche ore dopo essere venuta alla luce al Misericordia di Grosseto.
I genitori della bambina hanno presentato un esposto alla Procura di Siena e il pm Silvia Benetti, ha iscritto otto persone nel registro degli indagati: si tratta di medici e infermieri dei due ospedali. L’ipotesi di reato è responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.
È un dolore senza fine quello di una coppia di 35enni di Grosseto: il padre ha potuto vedere la piccola per alcuni minuti, al Misericordia, nella sua incubatrice poco prima di essere trasferita a Siena dove lunedì scorso alle 21 la bambina è morta. È riuscito a farla battezzare prima che gli venisse portato via l’amore più grande, quello cullato nei desideri suoi e di sua moglie per nove mesi.
La mamma è ancora sotto choc: ha 33 anni e lunedì ha messo al mondo la sua prima figlia. Non l’ha nemmeno potuta vedere: la piccola ha avuto due arresti cardiaci subito dopo la nascita e a bordo dell’ambulanza Cicogna è stata trasferita immediatamente alle Scotte di Siena: è lì che il padre che ha saputo che la situazione era gravissima. Sono passate poche ore: un tempo in cui la speranza non ha mai lasciato il campo allo sconforto che significava solo affacciarsi su un baratro di dolore difficile da capire e anche da spiegare. Impossibile da raccontare.
La donna era stata visitata il 26 dicembre dalla sua ginecologa, all’ospedale Misericordia: le sarebbe scaduto il tempo il 4 gennaio e quel giorno, si è presentata all’ospedale pronta a dare alla luce la sua bambina. È stato il babbo della piccola a raccontare nell’esposto presentato ieri mattina alla Procura di Siena insieme all’avvocato Alessandro Ragazzini Fuligni del Foro di Grosseto, quello che è successo in quei tre giorni: alla donna era stato diagnosticato un leggero abbassamento del liquido amniotico già il primo giorno e per questo è stato deciso il ricovero. Parametro che nei giorni successivi aveva avuto alcune oscillazioni. Lunedì, il ginecologo di turno ha deciso che era arrivato il momento di far venire al mondo la bambina e ha cominciato le pratiche di induzione. Pochi minuti dopo però, l’ostetrica si sarebbe accorta che il battito non c’era più ed è stato disposto un cesareo d’urgenza.
Ad aspettare fuori dalla sala parto c’erano il padre della piccola e la nonna, che non si sono allontanati un attimo: volevano abbracciarla, volevano conoscerla dopo averla aspettata nove mesi. Avrebbero voluto metterla nel letto insieme alla mamma, che non l’ha potuta tenere in braccio nemmeno un minuto. Il personale del Misericordia ha fatto vedere la piccola al babbo nell’incubatrice, pochi minuti prima del trasferimento per Siena. Nessuno però pare aver spiegato all’uomo la gravità delle condizioni della bambina: era cominciata una vera e propria corsa contro il tempo e probabilmente, i medici, le ostetriche e il personale del reparto di Neonatologia si è attaccato alla speranza che davvero la piccola, che aveva già avuto due arresti cardiaci, potesse essere salvata. Il suo cuoricino però, non ha retto e alle 21 è morta. «Morte naturale», c’è scritto nel referto. L’Asl Toscana Sud, contattata da Il Tirreno non commenta. Sostiene che la famiglia non vuole parlare della vicenda. In realtà la famiglia vuole sapere che cosa abbia ucciso la loro bambina e ha nominato due consulenti di Roma che parteciperanno all’autopsia già fissata per martedì. —
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