La protesta
Mancano le aule a scuola 2mila in piazza a Livorno
pontedera e pistoia: proteste per il freddo a lezione
Livorno. Al ritorno dalle vacanze di Natale molti studenti toscani hanno trovato le loro scuole in situazioni di emergenza: caldaie in blocco, dunque freddo, e carenza di aule.
La questione più rilevante è esplosa a Livorno. Ieri oltre duemila studenti delle scuole superiori cittadine sono scesi in piazza sfilando in corteo per le vie del centro a sostegno degli studenti del liceo scientifico Enriques che protestano da tre giorni contro i turni pomeridiani decisi dall'istituto per sopperire ai ritardi sulla consegna di una succursale da parte della Provincia che mancherebbe di alcune certificazioni, scadute a fine anno. Gli studenti dell'istituto chiedono che vengano trovate soluzioni alternative, e l'individuazione di una nuova succursale. Un corteo davvero imponente, come da tempo non si vedeva, che ha testimoniato il livello di attenzione su questo problema che mette a repentaglio la normale attività didattica.
A Pontedera temperature tra i nove e i quattrordici gradi durante le lezioni. Una situazione andata avanti per giorni che ha indotto gli studenti del liceo XXV Aprile a inscenare una protesta particolare. Ieri mattina si sono ritrovati nell’atrio della scuola e si sono divisi a gruppetti riscaldandosi con coperte per protestare proprio contro il freddo patito in alcune aule dell’edificio. La Provincia ha ammesso il problema, promettendo di riparare il guasto.
A Pistoia si sfoga il presidente della Provincia Rinaldo Vanni di fronte alle proteste degli studenti: «Se le scuole sono al freddo vanno chiuse. La Provincia non ha soldi, non può tenere accesi i termosifoni per 15 giorni di fila con le aule vuote durante le vacanze natalizie. Gli impianti sono quelli che sono e la Provincia è quella che è». —
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