Il Tirreno

Toscana

«Epurazione alla Normale il fascismo non arrivò a tanto»

«Epurazione alla Normale il fascismo non arrivò a tanto»

Al governatore si affianca l’ex ministro Valeria Fedeli: «Da Pisa un esempio di sterile campanilismo». Il deputato leghista Ziello: «Nemici della Toscana»

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pisa. Università, autonomia, ingerenze della politica, pisanità e meridione. Potrebbe andare avanti l’elenco delle parole chiave che si accompagnano alle storiche dimissioni del direttore della scuola Normale di Pisa, Vincenzo Barone, arrivate dopo settimane di dibattito sul progetto - naufragato - di esportare al Sud, a Napoli, la prestigiosa istituzione pisana. Ma quelle che colpiscono di più, innalzando i toni di un dibattito già sufficientemente vivace, le ha scelte ieri il governatore della Toscana, Enrico Rossi, per commentare la vicenda. «#Baronepurato dalla #Lega. Anche il fascismo ebbe più rispetto della #Normale di #Pisa» scrive il presidente in un tweet. E poi precisa, tramite il suo portavoce: «Non è una valutazione nel merito della vicenda di cui la Regione non è stata messa la corrente, né si tratta di una difesa di Barone. Il fatto è che un sindaco e un parlamentare locale sono riusciti a piegare la volontà di un ministro e questo è un fatto gigantesco in relazione all’autonomia della Scuola Normale di Pisa e in generale dell’università. Neppure il fascismo era arrivato a tanto».

Una lettura forte ma condivisa quella che Rossi dà della crisi della Normale, chiamata per la prima volta in 208 anni di storia a affrontare le dimissioni di un direttore. Contro le ingerenze leghiste si schiera l’ex ministro Valeria Fedeli, che parla di una opposizione al progetto della Normale del Sud che «non ha valide ragioni se non quelle di uno sterile campanilismo cavalcato da un partito che, nonostante la propaganda, resta contro il Sud». E ancora da Maria Chiara Carrozza, anche lei ex ministro e docente del Sant’Anna di Pisa, che teme soprattutto «l’arroccamento territoriale del sapere».

Di certo quello della territorialità è già da tempo un tema centrale della politica e lo sarà ancora di più con l’avvicinarsi della data delle prossime elezioni regionali. In questo la vicenda della Normale offre un ulteriore terreno di scontro. Lo dimostrano le parole di Rossi e ancora di più la dura replica del parlamentare leghista Edoardo Ziello, segretario del partito di Salvini a Pisa: «Rossi dice di voler sviluppare l’economia della Toscana ma poi si schiera a favore della clonazione della Scuola Normale di Pisa a Napoli che avrebbe comportato la perdita di centinaia di studenti e un duro contraccolpo agli esercizi commerciali della città. E al tempo stesso il Governatore cosa fa? Impiega le risorse regionali, dei toscani, per progetti terzomondisti a favore degli ultimi sbarcati o dei rom? Se non è follia questa, chiamiamola almeno incoerenza. Che lo porta ad essere un nemico della Toscana». E di Pisa, come la Lega, almeno sotto la Torre, sostiene: oggi per la Normale, ieri per lo sviluppo dell’aeroporto di Peretola contro il pisanissimo Galilei. Evidenziando però, oggi come ieri, punti di vista diversi, se a valutare i progetti sono i leghisti che stanno a Pisa o quelli che governano a Roma. —

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di Redazione web