Gioco
Da Livorno a Prato, la corsa per nascondere il marchio dem
LIVORNO. «Spero che il Pd sopravviva e sia al nostro fianco alle prossime elezioni», ha detto qualche settimana fa Brenda Barnini, sindaca di Empoli ed ex pupilla della generazione Leopolda. Ma in origine fu Dario Nardella. Il sindaco fiorentino ha violato il tabù proprio nella vecchia stazione renziana: «Pd o non Pd, non è questo il problema». Ormai è una tendenza, una scelta parecchio trendy per i sindaci di centrosinistra che alle prossime amministrative di maggio tenteranno una riconferma. Dalla provincia di Pisa a Livorno, da Prato a Firenze, le truppe (pure quelle dem) stanno costruendo coalizioni "civiche" e ad una condizione: niente simbolo del Pd. O se proprio deve esserci, che sia mimetizzato, camuffato, meno esposto possibile? Perché è diventato una lettera scarlatta, un marchio di (quasi) sicura sconfitta. Così tutti hanno notato che sul palco di Matteo Biffoni, nella presentazione della ricandidatura, non c’erano bandiere né insegne di partito. Così Alessio Falorni, renzianissimo di Castelfiorentino, punterà su Castello Re-Lab, manco a dirlo «un laboratorio politico per la elaborazione del programma». Del resto pure sui manifesti elettorali della sindaca empolese c’è solo un «Brenda 2019». Colori pastello rosso e celeste, nulla che riecheggi i Partito democratico. Nel Pisano ci stanno pensando a Vicopisano. E a San Giuliano Terme Sergio Di Maio non lo nasconde. «L’opzione di costruire una coalizione tutta civica è sul tavolo», sebbene abbia seguito con attenzione l’apertura della campagna per il congresso di Nicola Zingaretti. Perfino a Livorno, dove i renziani, che per mesi si sono affannati nella disperata ricerca di una candidato alternativo al dissidente Francesco Gazzetti, il consigliere regionale ora passato con Zingaretti, si sono arresi. Sarà lui a correre, e pure lui senza troppo sbracciarsi per farsi riconoscere come dem. Il problema è che finora il Pd intravede un’alleanza con i soli Mdp e Futuro di Andrea Raspanti, uscito da Buongiorno Livorno. La lista che alle elezioni del 2014 raccolse il 16% sta catalizzando tutte le liste e i partiti della sinistra-sinistra. Anche loro retti da una convinzione comune: mai col Pd. Ma dal quartier generale proprio ora sembra arrivare un diktat. «Giusto costruire alleanze civiche - dice Massimiliano Pescini, responsabile entio locali dei dem toscani - Ed essere punto di riferimento dentro una alleanza più vasta, è una operazione di comprensione della comunità, non volontà di nascondersi dietro altri. Nei Comuni sopra i 15mila abitanti, dove si possono collegare più liste al candidato, il Pd sarà sicuramente presente. E porteremo dentro le coalizioni le nostre donne e uomini migliori». —M.N.
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