Italia
Omicidio nella fornace, il custode della fornace «era dedito al lavoro»
Asciano, lo stupore della comunità per l’aggressione: «Aveva visto crescere la ragazza, incredibile da credere»
SIENA. La sorella di “Abramo” piange. Piange per l’omicidio del fratello. Viene a sapere della morte di mattina, qualche ora dopo l’assassinio. Come siano andati esattamente i fatti ancora non è stato chiarito del tutto. Ci sono soprattutto le parole della ragazzina che ha confessato l’assassinio. Ma ancora tante domande senza risposte. La sorella di Abramo sa che neppure le risposte le asciugheranno le lacrime che versa nella sua casa di Taverne d’Arbia dove vive da alcuni anni. . È sotto choc. In molti lo sono ad Asciano e dintorni. Sgomento e lo stupore sono i sentimenti che invadono Castelnuovo Scalo, la frazione del Comune di Asciano, alle porte di Siena. Poco meno di quindici abitazioni, per lo più di pastori – in questo angolo delle Crete Senesi la pastorizia è ancora una delle attività principali - e qualche villetta. All’ingresso del paesino la fornace, attiva dal 1920, come succursale della casa madre di Asciano oggi dismessa. In questa terra di mezzo, che fa da linea di confine con la città di Siena tutti conoscono la vittima che viveva lì da oltre 20 anni. Ma conoscono anche la ragazzina, un’adolescente, oggi una studentessa di liceo, che l’uomo aveva visto crescere.
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Abramo, così tutti chiamavano amichevolmente la vittima perché non riuscivano a pronunciare il suo nome arabo, bello ma difficilissimo, aveva iniziato a lavorare nella fornace non appena arrivato in Italia e anche oggi, dopo la crisi che ha colpito il settore dell’edilizia con la fornace che non ha più gli stessi livelli occupazionali di una volta, era riuscito a mantenersi un posto da custode. Era uno dei non molti dipendenti che era riuscito a mantenersi il posto di lavoro.
«Abramo era una persona dedita al lavoro, che non ha mai creato problemi» lo ricordano gli abitanti di Castelnuovo Scalo. Un delitto che, ne sono convinti da queste parti, sembra più maturato in ambito di convivenza familiare che per questioni di carattere sociale. Nulla, insomma, a che vedere con questioni razziali, di provenienza. In questa zona, infatti, c’è una forte presenza di cittadini immigrati (richiamati in passato proprio dal lavoro) ma risultano ben integrati nel tessuto paesano. Compresi quelli che abitano negli appartamenti della fornace.
Ma un altro sentimento in queste ore ha serpeggia fra gli abitanti di Castelnuovo Scalo. Ed è la paura. «Sinceramente - racconta un'anziana - oggi mi sento un po' meno sicura a dormire a casa mia». Anche se l’omicidio, almeno stando ai primi accertamenti, potrebbe essere maturato in un ambito circoscritto, quello della comunità della fornace. Nel vicino circolo paesano, dove la ragazzina si recava spesso per comprare le caramelle, intanto, nessuno crede ancora all’accaduto. Tuttavia i gestori, in segno di lutto, hanno annullato ogni festeggiamento previsto oggi per i bambini in occasione dell’Epifania.
C.P.
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