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Giubbe Rosse, dopo i Futuristi il caffè cerca un nuovo futuro
Lo storico locale è fallito e il tribunale ha disposto tre mesi di esercizio provvisorio Appello dei sindacati: «Gli imprenditori ci aiutino, questo è un simbolo della città»
FIRENZE. Il capoluogo rischia di perdere un pezzo di storia, il Caffè fondato nel 1897 dai fratelli Reininghaus, fabbricanti di birra tedeschi e poi divenuto la “sede” dei Futuristi. «Firenze senza il Caffè delle Giubbe Rosse è come la città senza il Ponte Vecchio, 121 anni di storia rischiano di sparire».
Al presidio in piazza della Repubblica, ieri mattina, la Filcams Cgil ha lanciato un appello al mondo dell'imprenditoria (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e Cna) per salvare il locale fiorentino dopo il fallimento della società di gestione dello storico caffè. Sono una ventina i dipendenti coinvolti, «la metà a tempo indeterminato», come ha precisato Rosa Anna Lombardo della Filcams Cgil.
Il tribunale ha disposto tre mesi di esercizio provvisorio e questo, ha continuato Lombardo «È già un passo avanti ma ovviamente non sufficiente».
Il 9 gennaio è in programma un incontro, a Palazzo Medici Riccardi, con delegati della Città metropolitana e il curatore fallimentare Valerio Pandolfi.
Lo stesso Pandolfi si è rivolto agli imprenditori: «Ci stiamo impegnando tutti - ha detto -. Questa è un’eccellenza fiorentina e io chiedo alle altre eccellenze di darci una mano, per valutare in questi tre mesi possibili sinergie. L'obiettivo è ripartire e non vivacchiare». La Filcams Cgil ha ricordato che il caffè «È un punto di ritrovo per i fiorentini e un simbolo della città».
Da qui l'appello «per rilanciare il locale e mantenere in vita un pezzo importante della storia di Firenze, che vuol dire anche sviluppo e occupazione».
È stata inoltre annunciata una petizione su change.org dal nome “Salviamo il Caffè delle Giubbe Rosse di Firenze». —
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