Il dolore
«Non esiste il rischio di un centro doppione»
PISA. «Parleremo con il chirurgo per spiegargli bene che non esiste il progetto di un centro per trapianti a Firenze. Il post su Facebook lo prendiamo come uno sfogo che inizia e finisce lì. Provvedimenti disciplinari? No, ci mancherebbe».
Carlo Tomassini, attuale commissario dell’Azienda ospedaliera pisana in attesa del nuovo direttore generale, si dice tranquillo sull’ipotesi di una concorrenza fiorentina. «Lo sono io e lo è il direttore del nostro centro trapianti perché più volte l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi ha smentito l’ipotesi che periodicamente viene paventata non si sa perché».
Dottor Tomassini, come se lo spiega ?
«Sono solo timori che nascono per voci inconsistenti. Forse i professionisti sanitari che le ascoltano non hanno la percezione di quanto sia impossibile che si realizzi una cosa del genere. Nel caso in esame viene proprio meno il motivo dello sfogo del medico».
Nel suo post il chirurgo scrive anche di turni di lavoro pesanti e l’assenza da casa.
«Ho letto. Ma voglio precisare che un ospedale funziona 365 giorni all’anno. Capisco che chi fa trapianti ha un risalto maggiore, ma di notte e durante le feste lavorano anche altri operatori, dal pronto soccorso ai reparti. Anche loro devono sopportare rinunce familiari. Parlare di sacrifici in termini di assenze quando si lavora in un ospedale è una questione su cui non si dovrebbe neanche riflettere. È la regola per chi decide di dedicarsi all’assistenza e alla cura dei pazienti». —
P.B.
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