Il Tirreno

Toscana

Calcio, basket, nuoto, ciclismo: le giovani promesse dello sport

Giorgio Billeri
Denis Shapovalov
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Denis Shapovalov

Tredici volti nuovi da seguire nel 2019. Sono i ventenni chiamati a scalzare dall'Olimpo i vecchi draghi dello sport mondiale

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Sarete famosi. Lo sperano loro, lo sperano gli appassionati, che hanno bisogno come l’aria di un ricambio generazionale.Il 2019 sarà (potrebbe essere) il grande anno dei Millennials, i nati dal 1999 in poi. Ragazzi non più bambini, che alla soglia dei vent’anni devono passare da crisalide a farfalla, confermarsi ad alti livelli o arrivarvi, in un mondo sportivo dove l’età della vittoria sembra essersi spostata in avanti anche per discipline in cui, fino a qualche anno fa, a 25 eri da pensionare: pensiamo al nuoto, al tennis, ma anche alle moto. Sport dove oggi comandano i Djokovic, i Nadal, i Federer ma anche le Pellegrini, i Paltrinieri, i Valentino Rossi.

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Gente che potrebbe godersi dorati riposi e invece la ritrovi lì, a mordere polvere o cloro, pronta a tutto per non scendere dal trono. Stesso dicasi per il ciclismo, dove Nibali e Froome gozzovigliano sul palco ben oltre i 30 anni, o per il basket dove, se si parla di Nba, imperano ancora Lebron, Curry, Harden e Durant, non certo ragazzini di primo pelo. Ecco perché, per i millennials, imporsi anche in questo 2019 sarà difficile, difficilissimo. Perché l’orologio biologico si è spostato in avanti ed a parità di condizioni fisiche quel che fa la differenza sono l’esperienza, l’attitudine, l’abitudine a vincere. Ma spazio per sperare c’è: dal calcio, dove in Italia Mancini e la federazione si sono accorti, vivaddio, che il futuro è nei piedi giovani, al basket che ha scoperto un torneo ad hoc per le squadre giovanili, e pian piano sta iniziando ad utilizzare i ragazzi italiani anche in serie A, al ciclismo con il ct Cassani che miscela abilmente il know how dei vecchi draghi con le gambe esplosive dei ventenni, al nuoto, al tennis che si coccola una next Gen sempre più convincente.

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SANDRO TONALI, calcio Brescia

Classe 2000. Esperimento genetico di ce ntrocampista moderno, qualcosa di Pirlo, qualcosa di Tardelli, qualcosa di Ambrosini. Piedi educati, lancio millimetrico, ma anche tanta garra: non a caso il suo idolo è Gattuso. Mancini lo ha già premiato con la convocazione in azzurro, ora deve portare il Brescia in serie A e poi spiccare il volo. Con lui, Zaniolo, Barella e Pellegrini il futuro a centrocampo non ci spaventa.

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MOISÈ KEAN, calcio Juventus

Un altro prodotto del terzo millennio che annuncia sfracelli, magari a partire dall’anno appena iniziato. Una delle pochissime prime punte che il nostro calcio è riuscito a sfornare negli ultimi anni: potente, rapido, cattivo sotto porta, enormi margini di miglioramento. Unico problema: alla Juve non giocherà mai. Meglio farlo partire per altri lidi, per farlo maturare ancora.

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MATTEO MOSCHETTI, ciclismo

Il commissario tecnico Davide Cassani, mica uno qualsiasi, lo ha messo in cima alla lista dei saranno famosi delle due ruote. Matteo Moschetti è uno dei velocisti più promettenti del panorama internazionale. Nella scorsa stagione ha conquistato ben otto vittorie con la maglia della Polartec-Kometa e il prossimo anno avrà l’occasione di fare il salto di qualità con Trek - Segafredo tra i prof. Piccoli Viviani crescono?

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EDOARDO AFFINI, ciclismo

Altro corridore atteso a un grande salto di qualità è Edoardo Affini, classe 1996, mantovano, un altro nel mirino di Cassani. Grande cronomen, che ha conquistato l’oro ai Giochi del Mediterraneo e agli Europei Under23, sfiorando poi il podio ai Mondiali. Il prossimo anno lo vedremo in azione con la Mitchelton - Scott. Una figura di passista, potente e regolare, che al nostro ciclismo manca da anni.

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ANDREA GAROSIO, ciclismo

Occasione nel WorldTour anche per Andrea Garosio, bresciano, passista scalatore che si è ben comportato con la d’Amico - Utensilnord e nel 2019 correrà con la Bahrain - Merida di Vincenzo Nibali. Stare in sella accanto a un fuoriclasse potrà lanciare il ragazzo, versatile, bravo in salita e sul passo, probabilmente uno dei giovani che potremo giocarci nel giro di qualche anno sul grande tavolo delle corse a tappe.

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THOMAS CECCON, nuoto

Classe 2001, vicentino, è probabilmente il migliore prospetto della nidiata del nostro nuoto che sta crescendo dietro Pellegrini, Paltrinieri, Detti e Quadarella. Dopo aver vinto tutto a livello giovanile, è esploso alle Olimpiadi giovanili ed ha frantumato in dicembre il record italiano in vasca corta dei 200 misti. Un prospetto di grande valore, anche perché può nuotare in diversi stili ai massimi livelli.

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ANDREA MEZZANOTTE, Basket, Trento

207 centimetri per 89 chilogrammi, Mezzanotte è un’ala forte di grande prospettiva per le sue qualità interne ma anche per la sua capacità di colpire dall’arco: nell’ultima stagione, disputata in Serie A2 con la maglia della Remer Treviglio, il ventenne nativo di Ponte San Pietro (BG) ha prodotto 5,9 punti a serata in quasi 19’ di media, tirando con il 48% da due e il 37,8% da tre (28/74 in totale). Ora può maturare con la maglia di Trento.

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TRAE YOUNG, Basket, Atlanta Hawks

Per il college decide di restare in Oklahoma firmando per i Sooners dove viene paragonato a Stephen Curry. Quinta scelta assoluta dai Dallas Mavericks viene scambiato immediatamente con gli Atlanta Hawks in cambio di Luka Doncic ed una futura prima scelta. Il 21 ottobre 2018, nella vittoria contro i Cleveland Cavaliers, con 35 punti e 11 assist diventa uno dei pochi rookie a riuscire a fare almeno 35 punti e 10 assist unendosi, in questa speciale classifica, a giocatori del calibro di LeBron e Curry.

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FRANCESCO BAGNAIA, motogp

Il prodotto più lucente dell’Academy di Valrentino Rossi, Francesco Bagnaia, torinese classe 1997, ha chiuso il 2018 con il titolo più importante, ovvero il Mondiale della Moto2. Inevitabile il salto nel circus dei "grandi", dove nella prossima stagione sarà in forza al team Pramac Racing e correrà quindi con una Ducati. Tanto talento, zero paura: lo dimostrano i primi test in pista dove è andato davvero forte.

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CHARLES LECLERC, F1 Ferrari

Nato a Montecarlo nel 1997, ha davanti l’occasione della vita: correre il mondiale di Formula 1 con la Ferrari che fu di Kimi Raikkonen, dopo la brillante esperienza al volante della Sauber. Si è formato dal 2016 nell’Accademia per piloti di Maranello ed ormai è maturo per i grandi palcoscenici: dovrà fare da spalla a Vettel, certo, ma con quell’innato talento chissà che già in questo 2019 non riesca a mettere il muso davanti ai migliori...

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MATTEO BERRETTINI, tennis

Matteo Berrettini ha iniziato la stagione con un passo falso (ko in due set a Doha con Bautista Agut) ma chi se ne frega. 22 anni, 54 del mondo (135 un anno fa), ha un destino da leader azzurro. È un tennista italiano moderno, finalmente! Nel senso che serve maledettamente forte ed è pericoloso su ogni superficie. In più ha una dote invisibile nei report statistici: è un ragazzo serio. Questo bombardiere gentile potrebbe dare al nostro tennis delle gioie, in attesa dei giovani talenti Musetti e Nardi.

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CORI GAUFF, tennis

Ad Atlanta c’è una ragazzina che anagraficamente è più vicina allo Zecchino d’Oro che alla Wta. Molti dicono: calma, diamole tempo. Cose giuste. Ma c’è un problema: la ragazzina vince. Di continuo. Cori Gauff, classe 2004, è già una magnifica atleta alta 1,76 e serve a 180 km all’ora. Ha vinto l’Orange Bowl (di fatto il mondiale Under 18) ed è la più giovane numero 1 juniores della storia del tennis. Tra poco finirà di giocare con la Barbie e inizierà a maltrattare le avversarie.

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DENIS SHAPOVALOV, tennis

La mattina del 31 dicembre 2017 la classifica ATP collocava Denis Shapovalov al numero 51. Oggi il canadese classe ’99 è 27: un iter verticale ma non ancora pirotecnico. Puntare su di lui è complesso: è la cosa più frizzante che si può vedere su un campo di tennis, ma non ha continuità e pare forzare tutti i colpi (come faceva McEnroe) inventando traiettorie e balistiche inedite. Il 2019 lo vedrà esplodere oppure lo ridefinirà come splendido incompiuto. Certo giocherà dei colpi fenomenali.

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di Redazione web