Attenzione
Il timore è che Firenze voglia fare concorrenza a Cisanello
L’appiglio potrebbe essere la relazione del Centro nazionale trapianti che ha segnalato il calo di qualità nelle prestazioni della costa
il retroscena
L’ultima relazione del Centro nazionale trapianti (Cnt) e quei movimenti sul fronte medico-politico a Careggi sulla nascita di un centro di trapiantologica epatica. Anche se l’assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi ha smentito più volte il depotenziamento del centro di Pisa, i timori che Firenze voglia fare concorrenza all’Azienda ospedaliera pisano nei trapianti di fegato restano intatti. Un po’ come succede con la pista dell’aeroporto, insomma.
Un segnale poco rasserenante era arrivato dal Cnt che nei mesi scorsi aveva assegnato un voto appena sufficiente al centro pisano sottolineando che il lavoro svolto «appare buono, ma non vengono attuati i programmi di qualità, cioè trapianto di segmenti, pediatrico e vivente, non c'è stata la capacità di utilizzo dei donatori a cuore fermo e non c'è capacità di utilizzo di fegati generati in altre regioni». Con un giudizio del genere se poi percepisci un certo fervore a Careggi sullo stesso settore il dubbio che qualcuno voglia mettersi di traverso ti viene naturale.
Interpellato dal Tirreno nei mesi scorsi il responsabile del centro trapianti pisano, il professor Paolo De Simone marchiò come semplice suggestione l’ipotesi di depotenziamento a favore di Careggi.
«È possibile che Firenze voglia avviare un’attività di trapiantologia epatica – disse –. Immaginare una frammentazione è, però, un’idea da archivio storico: è necessario continuare ad investire su Pisa affinché la Toscana resti competitiva in questo settore della sanità pubblica». —
P.B.
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