Il Tirreno

Toscana

Il pirata della strada di Siena parla dal carcere: "Pensavo di aver colpito un cartello"

Cristiano Pellegrini e Nicola Cesaro
Arturo Pratelli, il camion che l'ha investito e l'investitore
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Arturo Pratelli, il camion che l'ha investito e l'investitore

Marco Bedana, ambulante 45enne del Padovano, fermato per la morte del 17enne Arturo Pratelli. "Ho sentito il botto"

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SIENA. «Ho sentito il botto. Ma pensavo di aver colpito un palo. Un segnale stradale». Non un ragazzo di 17 anni. Colpito e ucciso. Marco Bedana, 45 anni, residente a Solesino, comune in provincia di Padova, viene rintracciato, con il suo autocarro bianco sabato in serata. E nella notte fra sabato e domenica viene interrogato. Poi ieri mattina, viene fermato per omicidio stradale. Venerdì nel tardo pomeriggio, avrebbe travolto Arturo Pratelli, un ragazzo che tornava a piedi dall’allenamento di calcio. Un incidente. Solo che non si è fermato a soccorrerlo. Anzi è scappato: per questo da ieri è in carcere a Rovigo.

Ai carabinieri, Bedana, ambulante di prodotti ortofrutticoli, avrebbe detto di aver effettivamente sentito il botto allo specchietto, ma di aver pensato che l’impatto fosse stato con un palo. Un segnale stradale, forse. Invece era Arturo, morto in un campo a poche decine di metri da casa a Sovicille, un comune del Senese. Da solo.

Da subito le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Siena, coordinati dal sostituto procuratore Siro De Flammineis si sono concentrate sull’ambulante padovano e sul suo camion bianco. Anche perché, a quanto ricostruito, il commerciante spesso frequentava i mercati della zona.

Ad incastrare l'uomo, per il quale la procura della Repubblica di Siena ha emesso un fermo d'indiziato di delitto, sono stati i filmati delle telecamere di video sorveglianza della zona. Che hanno ripreso le manovre dell’autocarro: il camion dopo aver “colpito l’ostacolo” - il presunto palo - e aver proseguito la sua marcia, all'altezza di una rotonda avrebbe fatto inversione per ripassare davanti al luogo dell'incidente. Per questo ai carabinieri non convince la versione del colpo dato con lo specchietto dato al cartello stradale.

Comunque, le immagini delle telecamere sono state il punto di partenza per rintracciare il mezzo di Bedana , celibe, che vive in provincia di Padova insieme alla madre. Il lavoro minuzioso (e rapido) dei militari ha consentito di focalizzare l'attenzione su alcuni indizi ritenuti fin da subito rilevanti come i frammenti dello specchietto e della carrozzeria, trovati sul luogo dell'incidente. Proprio queste tracce hanno consentito di risalire alla tipologia del mezzo, un autocarro Man di colore bianco, il cui specchietto ha colpito alla testa la vittima, proiettandola fuori dalla carreggiata: Arturo, infatti, è finito in un campo .

L'analisi dei filmati ha consentito così di notare l'assenza degli specchietti sul lato destro del camion identificato, fino alla perfetta compatibilità fra i danni rilevati sul mezzo di proprietà dell'uomo, che commercia ortofrutta tra il Veneto e la Toscana, e i reperti rinvenuti sul luogo. Ad accorgersi del corpo del giovane erano stati alcuni passanti attratti dal borsone da calcio del ragazzo a bordo strada. A nulla per servirono i tentativi di rianimazione dei soccorritori: il giovane era già deceduto al suo arrivo all'ospedale Le Scotte.

La città di Siena ancora sconvolta. Arturo, pur residente nella vicina Sovicille, nella città del Palio era molto conosciuto: frequentava il liceo scientifico Galilei, era tifoso della squadra di calcio Robur ed era tra i fondatori dei “Boys”, i supporter giovanili. Inoltre era un contradaiolo dell'Aquila e un calciatore della juniores del Gsd Berardenga.

Grande stupore, comunque, c’è anche nel paese di Bedana: nessuno riesce a capacitarsi di come il commerciante possa essere rimasto coinvolto in un incidente del genere: «Io conosco personalmente la persona accusata e mi sento di affermare che non sarebbe mai scappato lasciando morire un ragazzo se si fosse accorto dell’accaduto. Non posso neanche pensare che non abbia prestato soccorso o chiamato qualcuno e se ne sia tornato a Solesino, viaggiando per oltre 200 chilometri a cuor sereno», lo difende un’amica con un post sul web.

Arturo, però, è morto. E il sindaco di Siena Luigi De Mossi esprime «solidarietà e vicinanza per l'immane tragedia» alla famiglia. Stamani alle 10, nella chiesa della Santissima Annunziata il correttore dell'Aquila don Flavio Frignani celebrerà i funerali. —
 

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di Redazione web