Il Tirreno

Toscana

Capodanno in Toscana: bòtti, vetro e lattine, una giungla di divieti. Spray al peperoncino bandito in 4 comuni

Andrea Rocchi
Fuochi di fine anno a Pisa
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Fuochi di fine anno a Pisa

«Troppi rischi nei luoghi affollati». È allarme sicurezza. Pisa e Lucca, norme per il decoro. A Volterra niente trolley

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LIVORNO. C’è una novità, quest’anno, nel panorama dei divieti di Capodanno. Oltre al fioccare di ordinanze per impedire l’utilizzo di petardi (razzi, bengala, raudi) e, più in generale, di fuochi d’artificio, quattro comuni toscani hanno deciso di proibire l’uso dello spray al peperoncino. Complice probabilmente l’ “effetto Corinaldo” (sei morti e cento feriti in discoteca la notte tra il 7 e l’8 dicembre per il concerto di Sfera Ebbasta). Ma anche il proliferare di un uso che non ha nulla a che fare con la difesa personale per il quale è concepita la bomboletta antiaggressione.

STOP SPRAY, ECCO DOVE

Così ha deciso, per esempio, il sindaco di Firenze Dario Nardella che lo ha vietato in occasione della festa a Piazzale Michelangelo - dove domani è previsto il concerto di Renga, Baby K e Lorenzo Baglioni – e in piazza del Carmine. La Prefettura fiorentina ha spiegato che le bombolette potranno essere depositate nei contenitori predisposti dagli organizzatori dei concerti. Nel capoluogo le vendite di spray al peperoncino, negli ultimi mesi, sono aumentate del 300% tanto che il fenomeno è stato oggetto di una feroce polemica fra Sinistra e Lega (la sindaca di Cascina Ceccardi lo ha distribuito a tutte le donne che si tesseravano col Carroccio).

Ma a scegliere la linea dura non è stato solo Firenze. Anche a Camaiore è stata emanata una specifica ordinanza che proibisce lo spray “in casi di assembramento di persone” (dunque niente bomboletta a feste pubbliche e private). E se Follonica ne vieta genericamente “l’uso improprio”, a Piombino è stato deciso di proibirlo durante la manifestazione in piazza Verdi. Ovunque, i trasgressori, rischiano una multa da 25 a 500 euro.

BÒTTI VIETATI

Numerosi poi i comuni che, con regole e disposizioni diverse, hanno vietato i bòtti. Solitamente le misure vengono prese fino al 7 gennaio, ma c’è chi restringe il periodo al 1 o 2 gennaio. Nella lista c’è Firenze (chi li introduce durante manifestazioni pubbliche deve tornarsene a casa), ma anche Lucca e la Versilia. A Viareggio niente fuochi d’artificio in luoghi affollati, in aree a rischio incendio, vicino a scuole, ospedali e case di riposo), nella vicina Camaiore si escludono i botti che un “esclusivo effetto rumore”, quelli sprovvisti di marchio CE e il divieto generale riguarda i centri abitati.

Linea dura a Pistoia del sindaco di centrodestra Tomasi: i fuochi di artificio sono vietati sia in luoghi pubblici che privati. Chi sgarra è soggetto ad una sanzione che varia tra gli 80 e i 360 euro. Così se Grosseto vieta i botti ma “esclusivamente nel centro storico delimitato dalla cinta muraria”,

Livorno non ha bisogno di ordinanze in quanto la materia è disciplinata nell’apposito regolamento di polizia municipale approvato dalla giunta Nogarin. Stabilisce il divieto nei cosiddetti “luoghi sensibili” (ospedali, luoghi di culto, cimiteri, aree per cani…) Anche il comune di Rosignano si è dotato di apposito regolamento che vieta i fuochi “in luoghi pubblici e privati non autorizzati”. Una curiosità, il divieto si estende anche alle lanterne volanti. Evidentemente per il pericolo di incendi.

PISA E PRATO LE ECCEZIONI

Non c’è alcun provvedimento restrittivo, invece, a Pisa dove i bòtti non sono vietati. Anche perché - come spiegano dalla polizia municipale - il controllo per le forze dell’ordine è praticamente impossibile. Non è stata prevista alcuna ordinanza neppure a Prato, contrariamente da quanto succede a pochi chilometri a Carmignano. E a Massa e Carrara. C’è però un invito degli amministratori ai cittadini ad usare un po’ di sale in zucca. Stesso discorso vale per Cascina dove la sindaca ha lanciato un appello per un “uso consapevole” dei fuochi. Così in tutti i comuni dell’Unione Valdera l’ordinanza stabilisce la possibilità di accendere fuochi e innescare bòtti pur mantenendo le dovute precauzioni i necessarie a “evitare fastidi, pericoli e danni a persone, animali e cose”.

ORDINANZE ANTIVETRO

Se Pisa lascia libertà di far festa con petardi e fuochi, non transige tuttavia su un altro aspetto legato a decoro e sicurezza, quello delle bibite in bottiglia. Ricordate i controlli a raffica in piazza dei Cavalieri e in altre zone. E’ infatti “impedita la somministrazione e la vendita, anche per asporto, di bevande in contenitori di vetro o metallo”. La somministrazione sarà consentita solo se il consumo avverrà "all’interno dei locali e delle aree del pubblico esercizio o nelle aree pubbliche esterne, di pertinenza dell’attività, legittimamente autorizzate all’occupazione di suolo pubblico". Il divieto è valido dalle ore 21 di domani fino alle ore 3 del 1° gennaio. Provvedimento simile a Lucca e a Volterra. A Lucca, in particolare, oltre a vetro e lattine sono vietae la vendita di bevande e cibi in contenitori rigidi e, in alcune aree, anche la consumazione.

VOLTERRA, NO AI TROLLEY

Una curiosità, nella giungla delle ordinanze, arriva da Volterra. In Piazza dei Priori e nelle Logge di Palazzo Pretorio sarà infatti in vigore il divieto di porto e trasporto di qualsiasi tipo di pacco, trolley, zaini e borse di grandi dimensioni e il divieto di abbandono, nell'area interessata da Upload 2018 di qualsiasi tipo di pacco, trolley, valigie zaini e borse e comunque di “qualsiasi tipo di involucro tale da destare sospetti sul suo contenuto”. 

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di Redazione web