Italia
Anca, cistifellea ed ernia: via a 15.000 interventi in più per tagliare le liste d’attesa
La Regione Toscana ha approvato uno stanziamento da 23 milioni di euro per fare più operazioni. Anche esami e visite specialistiche aumentreranno: saranno 300 mila in più
FIRENZE. Interventi a ernia, anca, cistifellea. Eccoli i principali nemici della sanità toscana ed è contro di loro che la Regione si è armata per abbattere le liste d’attesa. Interventi chirurgici programmati per cui i risultati non sono accettabili. Se le “piccole operazioni” sono quelle su cui si è meno pronti nelle risposte l’obiettivo di riduzione dei tempi, con il progetto 2019 varato dalla giunta regionale in collaborazione con le Asl, va a toccare però tutti i reparti spaziando dalle visite specialistiche agli esami diagnostici con riorganizzazioni – non previste in questo pacchetto ma contemporanee – sulle malattie croniche e la diminuzione delle richieste di esami e visite non necessari.
Il “pacchetto” presentato prevede un investimento complessivo di 23 milioni di euro che dovrà portare a 15.000 interventi chirurgici e 300.000 prestazioni ambulatoriali in più nell’arco del 2019. Saranno medici, infermierie e tecnici radiologi, con un lavoro aggiuntivo, a rendere possibile il potenziamento delle risposte ai pazienti.
«Nei giorni scorsi abbiamo approvato una delibera che mette insieme tutti i progetti presentati dalle aziende sanitarie» ha spiegato l’assessore regionale Stefania Saccardi. «Dopo le nostre indicazioni – ha aggiunto – le aziende hanno avuto qualche mese di tempo per buttar giù i piani operativi. Al problema dei tempi di attesa, che è la più importante criticità di un sistema che funziona bene, abbiamo cercato di dare risposta all’interno del sistema sanitario regionale, ricorrendo all’attività aggiuntiva dei professionisti. Questo delle liste di attesa è un problema anche a livello nazionale. La ministra Giulia Grillo ha stanziato 150 milioni per tutto il Paese, noi ne investiamo oltre 23 solo per la Toscana. E l’unico modo per risolverlo è ricorrere, come facciamo noi, all’attività aggiuntiva».
Nel dettaglio si è andati, incentivando anche economicamente il personale, a sfruttare di più gli strumenti diagnostici e ad aumentare gli orari destinati alle visite. In alcuni casi si è inoltre previsto un numero maggiore di visite specialistiche che si aggiungono a quelle già programmate. Un piano nel piano per incrementare l’offerta e smaltire l’arretrato per riallineare le liste anche all’interno delle stesse Asl.
Nell’Asl Toscana Centro (Firenze, Empoli, Prato e Pistoia) ad esempio saranno effettuate 1.600 visite oculistiche in più e mille visite dermatologiche oltre a quelle pianificate. «In linea generale – entra nel dettaglio Monica Calamai, direttrice del dipartimento sanità della Regione– parlando di produzione chirurgica siamo abbastanza allineati. Nella chirurgia oncologia, e nella cardiochirurgia riusciamo a dare risposte in tempi coerenti. Su questi grandi interventi lo scopo è quello di ridurli ulteriormente con un’attenzione costante. Su questo nuovo piano invece il punto di maggiore attenzione è dedicato alla parte chirurgica non complessa: tutte le aziende ad esempio lavoreranno sull’ortopedia (protesi di anca e ginocchio) dove le attese sono fuori dai parametri».
Le aziende sanitarie si sono concentrate anche sulla parte della diagnostica per immagini: quattro milioni di euro sono destinati alla riduzione delle liste di attesa per ecografie tac e risonanze.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
