La protesta
Pigiama e pantofole la pornostar-filosofa va in scena (per parlare)
prato. Ti aspetti i tacchi a spillo d’ordinanza e una generosa scollatura e invece ti trovi davanti la ragazza della porta accanto. O quasi, perché oggettivamente Valentina Nappi è una che si fa notare anche “in borghese”. La pornostar ventottenne originaria di Scafati, lanciata nel 2011 da Rocco Siffredi e già protagonista di centinaia di film a luci rosse, ha spiazzato tutti e si è presentata in pigiama e babbucce allo Spazio K di Prato, dove sabato sera era attesa come protagonista di un dibattito sulla pornografia, preceduto dalla proiezione di un paio di cortometraggi realizzati dalla regista Monica Stambrini, “Queen Kong” e “Isvn” (cioè Io sono Valentina Nappi).
D’altra parte gli organizzatori avevano presentato la serata spiegando che «oggi la figura erotica si compone di due parti: l’attività di performer e quella di polemista politico, avvocato di una emancipazione della donna che passa attraverso l’uso manageriale e performativo del proprio corpo». Un identikit che sembra adattarsi a Valentina, appassionata di filosofia e di politica e titolare dal 2014 al 2017 di un blog sulla seriosa rivista Micromega.
Poi ci sarà sempre chi vorrà sospettare che la vincitrice di un Avn Award 2016 (gli Oscar del porno) nella categoria “Best three-way sex scene” e protagonista di film come “Anal buffet 8” e “Ass party 6” un po’ ci marci con questa storia della pornostar impegnata, ma effettivamente il colpo d’occhio allo Spazio K era spiazzante, con quel pigiama natalizio e nemmeno un filo di trucco sulla faccia acqua e sapone.
In tanti avrebbero voluto ascoltare che cosa aveva da dire, ma solo in una settantina sono riusciti a entrare perché un paio di poliziotti si sono messi all’ingresso a verificare che la capienza del locale non venisse superata, ora che tutti hanno paura che qualcuno si metta a spruzzare lo spray al peperoncino. Quello ce lo ha messo lei, al naturale, anche in pigiama. —
Paolo Nencioni
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