Toscana
«Non sottovalutare il rischio» Rossi riunisca tutti gli esperti»
Surico, ex preside di Agraria all’università di Firenze: «Non esistono medicine, la Regione attui il piano d’emergenza al più presto»
livorno. «Se dovessi dare un consiglio alla Regione, sarebbe quello di chiamare a raccolta tutte le forze competenti e gli scienziati che possono dare un aiuto per affrontare il problema a 360 gradi». Giuseppe Surico, patologo vegetale ed ex preside della facoltà di Agraria all’università di Firenze, è uno dei maggiori esperti di Xylella in Italia.
Professore, con che tipo di batterio abbiamo a che fare?
«La sottospecie Multiplex. Rispetto alle altre, la “fastidiosa fastidiosa” e la “pauca”, ha una cerchia di ospiti più ampia. Abita e infetta diverse piante di tipo forestale e ornamentale: il mandorlo, la poligala mirtifolia, la ginestra, il leccio...».
L’olivo?
«Della pericolosità della Xylella per l’olivo si sa molto poco. La sottospecie che lo ha attaccato in Puglia è stata una sorpresa per la comunità scientifica, poiché prediligeva gli agrumi. Ora c’è da verificare la cerchia d’ospiti che può preferire questo ceppo».
In Francia e in Spagna ha creato devastazioni?
«No, infatti non è il momento di fare allarmismi».
Da dove arriva la Xylella?
«Per più di un secolo se n’è stata negli Stati Uniti, sulla vite. Poi è mutata geneticamente. I problemi di contagio sono legati proprio alla plasticità genetica del batterio. La capacità di mutare gli consente di imparare a vivere su piante diverse».
Ha colpito la macchia mediterranea...
«Ci sarà da mettere insieme le persone giuste per fronteggiare ogni evenienza. La Toscana la farà, lo deve fare».
È preoccupato?
«Be’, da patologo vegetale c’è da preoccuparsi. La Xylella fastidiosa è un batterio che non si è riusciti a controllare. Non ci sono medicinali per combatterlo. Alcuni ospiti li usa come casa, altri spesso li uccide. È difficile da fermare proprio perché vive dentro le piante e lo sposta un insetto. Insomma, c’è tutta una serie di fattori che lo rendono un batterio minaccioso dal punto di vista ambientale, paesaggistico ed economico».
Il Multiplex ha mai attaccato la vite?
«Ci sono alcune popolazioni che possono attecchire sulla vite, ma sono eventi eccezionali. Non bisogna farsi sorprendere, ma il batterio potrebbe rimanere limitato nel grossetano. Se n’è stato negli Usa per un secolo e fino a una certa data non ha mai trovato le condizioni giuste per svilupparsi. Ora invece sì, ma è sempre un fatto eccezionale. Questo ci deve far supporre che laddove compare può anche evolversi in maniera non epidemica. Ci sono scenari che possono essere catastrofici e altri che possono ridimensionare il problema». —
M.N.
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