Gioco
La Livorno fuorilegge, dove tutto si può: macello abusivo nella zona dello shopping
Nel palazzo occupato è pericoloso anche entrare. Ultimo affronto alle regole, la macellazione di un maiale postata su Fb
LIVORNO. Un video amatoriale di oltre tredici minuti comparso (e poi rimosso) su Facebook la settimana scorsa dove si vede un gruppo di persone impegnate nella macellazione di un maiale. Non sono professionisti, ma sembrano avere un carte dimestichezza in materia: prima bruciano le setole dell’animale con una fiamma ossidrica, poi lavano accuratamente il suino con del liquido e infine lo puliscono delle viscere. Operazione eseguita su un tavolaccio di legno in quella che sembra una cucina improvvisata. In sottofondo si sente una musica balcanica, ogni tanto qualche risata, un commento compiaciuto da parte chi sta completando l’intervento, fino alla comparsa di una bambina che si avvicina all’animale con l’aria di chi non sa essere più incuriosita o spaventata.
Si chiama palazzo del Picchetto, ed è al di là di un ingresso color verde bottiglia immerso nel cuore di Livorno, tra la via Grande, la strada dello shopping, e la casa della cultura, inaugurata lo scorso anno dall’amministrazione 5 Stelle per rilanciare il centro, che nei giorni scorsi sarebbe andato in scena l’ultimo episodio di una «illegalità diffusa e incontrollata». A cominciare da violenze, minacce, fino all’ombra di un racket dei posti letto che già in passato ha portato i residenti a presentare diversi esposti e perfino il sindaco Filippo Nogarin a invocarne lo sgombero. Richieste che per il momento, non hanno portato a niente. «È il solito scarica barile», spiega chi abita nella zona.
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La porta d’accesso al cortile della storica caserma – scampata perfino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e occupata da quasi tre anni – ieri era chiusa. Solo qualche luce di fortuna si intravede dietro alle finestre dove al posto delle tende sono appesi parei, coperte e asciugamani. «Bussare è inutile, hanno stoppinato tutto – spiega una signora – e forse è meglio se non s’azzarda a entrare, a meno che non sia accompagnato da qualcuno di grosso».
A denunciare, oltre al possibile reato di macellazione abusiva, la situazione «fuori controllo della struttura» (non è l’unica occupata a Livorno), il coordinatore di Fratelli d’Italia Andrea Romiti che lunedì ha inviato un esposto alle forze dell’ordine. «Abbiamo acquisito sia le foto che il video», spiegano i carabinieri del Nas di Livorno. Che come primo passo stanno cercando di capire se l’operazione sia stata eseguita, come sembra, all’interno del palazzo del Picchetto. Un’ipotesi confermata in buona parte sovrapponendo le foto della macellazione pubblicate su Facebook con quelle scattate dal Tirreno nel cortile della struttura dopo una delle aggressioni avvenuta lo scorso anno. Le similitudini riguardano il porticato, dove in entrambe le immagini spuntano alcuni bancali di legno sistemati uno accanto all’altro a formare una parete che divide il corridoio dal cortile. E poi i fili penzoloni e la struttura delle colonne.
«Le indagini – scrive su Facebook il sindaco grillino – sono in corso e andranno a integrare il già ampio fascicolo relativo a quella situazione di illegalità e, in alcuni casi, disperazione. Nessuno nasconde la testa sotto la sabbia, al contrario. Ma diffidate di chi invoca soluzioni semplici senza conoscere la realtà delle cose. Che è sempre più complessa di come qualcuno la rappresenta».
«Un edificio dove vengono compiute azioni del genere – spiega Giovanni Donzelli, deputato di Fdi – è un luogo dove le leggi sono sospese: quel palazzo va subito sgomberato mi chiedo come possa ancora un’amministrazione tollerare un’occupazione del genere».
Un problema di ordine pubblico che sta già diventando terreno di campagna elettorale: a Livorno si voterà il prossimo anno e si prevede una sfida a tre tra M5s, centrodestra e Pd.
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