Italia
La procura interroga i medici indagati per la morte di Astori
Domani convocati Galanti e Stagno: certificarono l’idoneità sportiva del calciatore Le perizie: «Campanelli d’allarme nel tracciato degli elettrocardiogrammi»
Saranno ascoltati domani in procura a Firenze i due medici indagati per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori. Giorgio Galanti, ex direttore del centro di medicina dello sport di Careggi a Firenze, e Francesco Stagno, direttore sanitario dell'istituto di medicina sportiva di Cagliari, accusati del reato di omicidio colposo, sono stati convocati per dire la loro versione dei fatti davanti al procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo e al pm Antonio Nastasi, cotitolari del fascicolo sul decesso del giocatore viola. Secondo le due perizie in mano agli inquirenti gli esami fatti su Astori avevano rivelato campanelli di allarme che avrebbero dovuto indurre i sanitari a ulteriori accertamenti. Adesso toccherà ai due professionisti dare la loro versione dei fatti. Ammesso che decidano di presentarsi. Non è escluso infatti che i loro legali - nel caso fiorentino Galanti è difeso dall'avvocato Sigfrido Fenyes - decidano di non farli comparire davanti ai magistrati, in attesa di avere più chiare le contestazioni mosse dall'accusa.
Gli avvisi a comparire infatti sarebbero stati notificati agli interessati solo la settimana scorsa. Stagno e Galanti sono i due medici che hanno messo la loro firma sul certificato di idoneità sportiva di Astori. Il primo quando giocava a Cagliari, dal 2008 al 2014, il secondo nel 2016 e nel 2017. Per l'accusa i sanitari avrebbero ignorato alcuni segnali inequivocabili, campanelli di allarme contenuti nel tracciato degli elettrocardiogrammi sotto sforzo eseguiti da Astori. Se è vero infatti che la malattia da cui era affetto, la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, è difficilmente diagnosticabile tanto che può sfuggire a un occhio esperto anche in sede di autopsia, resta il fatto che le anomalie evidenziate dagli elettrocardiogrammi erano ben visibili e richiedevano esami più approfonditi, anche sulla base dei protocolli sanitari in vigore. Questa la posizione della procura, ossia quella del massimo esperto in materia, il professor Domenico Corrado dell'Università di Padova, incaricato di eseguire la perizia. Negli esami agli atti della procura fiorentina sono evidenziate delle aritmie che indicano che qualcosa nel cuore di Astori non funzionava a dovere, e che per questo si sarebbe dovuto indagare più a fondo prima di rilasciare l'idoneità sportiva. Nessun commento sull'inchiesta intanto dagli ambienti della società viola: «L'indagine sulla morte di Astori? Al momento non ne sappiamo molto, quindi è difficile dare dei giudici», afferma l'allenatore viola Stefano Pioli. «Sicuramente - aggiunge - è una sofferenza ulteriore per l'ambiente viola e in particolare per la famiglia di Davide». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Firenze Dario Nardella: "«o credo - ha detto - che la famiglia di Astori e la città meritino tutta la giustizia possibile, e meritino di conoscere la verità su questa scomparsa così tragica che ancora oggi noi piangiamo». —
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