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la guerra delle università 

La Normale al sud ma soldi per Pisa L’offerta di Barone per salvare tutti

Francesco Loi
La Normale al sud ma soldi per Pisa L’offerta di Barone per salvare tutti

Il direttore rivela che ha già chiesto le risorse al ministero «Il progetto di Napoli non è mio. Ziello? Vedrò se querelarlo»

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PISA. «Ho chiesto al ministero soldi anche per Pisa», rivela il direttore della Scuola Normale, Vincenzo Barone. Forse era già nei piani. O forse si tratta di una correzione di rotta. Chissà però che non possa essere la strada giusta per ricomporre i rapporti. La mossa di Barone potrebbe essere il punto di mediazione: la Normale dà una mano alla creazione di una scuola di alta formazione al Sud, come da input del governo, ma riceve anche risorse per Pisa. Questo sarà sufficiente per frenare l’opposizione di Lega e Forza Italia, il cui asse da Pisa si è spostato anche a Roma, andando oltre l’esecutivo gialloverde, a suon di emendamenti anti-sdoppiamento della Normale «a difesa degli interessi pisani»? Da venerdì a domenica la discussione giungerà all’interno della Commissione Bilancio del Senato.

Ma la partita si sta giocando in queste ore, la linea tra Pisa e Roma è rovente, le diplomazie sono al lavoro e si racconta di incontri in agenda al ministero, Barone compreso.

«I soldi saranno investiti a Napoli, ma arriveranno qui a Pisa e li gestiremo noi con i nostri organi, quelli della Normale di Pisa: il Senato accademico, il consiglio di amministrazione e non Barone da solo», ha sottolineato il direttore della Normale intervenendo ieri a Punto Radio Cascina. Una sorta di replica a chi dentro la Scuola, come gli allievi, lo ha criticato per la scarsa trasparenza. Una posizione ribadita ieri pomeriggio nella conferenza di Ateneo, che ha fatto seguito alla conferenza dei docenti. Barone prosegue: «C’è l’idea che io abbia messo manine e pizzini alzando le penne. Questa cosa l’ha voluta il ministro della Ricerca: mi dispiace, non ho questo potere». Questa è anche una risposta al deputato Edoardo Ziello (Lega) che lo aveva invitato «ad abbassare le penne». Ma resta centrale la questione dei fondi, circa 50 milioni di euro per il triennio di sperimentazione. «Questi soldi non c’è modo che arrivino a Pisa - spiega Barone -, sono investimenti per il Sud. Se avessi potuto averli a Pisa lo avrei preferito, qui ci abito». Poi il colpo di coda: «Non esiste la possibilità di avere tali risorse economiche a Pisa, ma in realtà sono abbastanza convinto che una volta che ce le avremo disponibili per questa operazione sarà possibile chiedere al ministero qualcosa anche per Pisa. In verità, io lo sto già facendo».

Barone torna sugli attacchi politici, a cominciare da Ziello: «Valuterò se ci sono gli estremi per un’azione legale, in un secondo momento. Ma la cosa importante per me è l’imbarbarimento della discussione. Si può non essere d’accordo, ma non mi si può demolire sul piano personale. Non ce n’è bisogno. Ci si può confrontare con rispetto». Come andrà a finire, secondo Barone? «Può succedere che non s’investa niente al Sud ed a quel punto di certo non s’investirà niente a Pisa. Se la politica locale ritiene sia meglio andare tutti nel baratro, penso possa riuscirci».

Anche le più recenti dichiarazioni del ministro Bussetti confermano le intenzioni del governo. «Le misure approvate - ha detto - avviano tra l’altro la realizzazione della Scuola Normale a Napoli, un’eccellenza accademica che darà un contributo rilevante alla formazione delle nuove classi dirigenti del Mezzogiorno». —

Francesco Loi

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