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Spari a Strasburgo, la testimonianza di Bonafé: "Rannicchiata sotto un tavolo del bar"

Spari a Strasburgo, la testimonianza di Bonafé: "Rannicchiata sotto un tavolo del bar"

La segretaria toscana del Pd e la vicepresidente del consiglio regionale erano in un bar quando sono risuonati gli spari in strada. Il racconto del parlamentare Nicola Danti

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STRASBURGO. Rannicchiata sotto il tavolo di un ristorante nel centro della città. Al buio. Attenta a non fare rumore. O a farne meno possibile. Nelle orecchie ancora rimbomba il suono degli spari. Quando sono vicini sembrano diversi. Simona Bonafé è con Lucia De Robertis, vice presidente del consiglio regionale della Toscana. Essere in compagnia di qualcuno che conosci e a cui vuoi bene in certi momenti ti è di consolazione. Soprattutto se certi momenti sono un attentato terroristico di cui sai poco o nulla.

Sei consapevole che intorno alle 20,30, finita la giornata di parlamentare europea, stai cenando in centro. Un secondo dopo, finisci sotto un tavolo, con un’amica, prima ancora che con una compagna di partito. E questo, per il momento è tutto.

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Le notizie arrivano frammentate dal cuore della politica europea. Si spara a Strasburgo. Hanno chiuso il parlamento. C’è un attentato terroristico in corso. Ci sono morti? Si rincorrono domande e informazioni. Chi c’è dei nostri. Impazziscono le chat. Ma forniscono anche qualche rassicurazioni. Nicola Danti è al sicuro. Il parlamentare toscano risponde al secondo squillo: “Sì sono qui. Qui a Strasburgo. Sono blindato nel Parlamento, non ci fanno uscire, ma siamo lontano dalla sparatoria. Ci arrivano notizie frammentarie. Sono qui con altri colleghi perché oggi avevamo una riunione fino a tardi su un accordo commerciale con il Giappone”. Beata riunione. Mentre parla, Danti è a mensa. E si informa su altri colleghi. Simona Bonafé, invece, è in una situazione più complicata.

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Riesce ad avvertire qualche compagno di partito, nella chat interna. Ma può usare con moderazione il cellulare. Probabilmente un’indicazione di sicurezza. Sotto il tavolo, dove è rintanata, al buio, non possono usare molto i cellulari. Forse per non farsi vedere. Forse per risparmiare le batterie. Il messaggio deve servire a rassicurare chi è in Italia.

A un certo punto, però, la situazione di Simona Bonafé diventa di pubblico dominio. Cominciano a moltiplicarsi le chiamate. La parlamentare, che è anche segretaria regionale del Pd in Toscana, non può rispondere. Solo verso le 21,40 riesce a invaire un tweet: sintetizza la sua posizione. «Sono al buio sotto un tavolo in un ristorante nel centro di Strasburgo. Fuori vediamo le luci della volante della polizia. Non so dirvi altro, per il momento. Non può usare ulteriormente i social. Ma è già abbastanza. Soprattutto perché l’attentatore è stato identificato. Ma è ancora in fuga.

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di Redazione web