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Toscana

«Mamma mi uccido»: ma il "sangue" nel video era ketchup

Federico Lazzotti
«Mamma mi uccido»: ma il "sangue" nel video era ketchup

Livorno, manda un filmato alla madre in cui finge di essere dissanguato. Il 17 enne denunciato per procurato allarme

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LIVORNO. Si è procurato un’arma giocattolo, un coltello per la precisione, ha preso dal frigo una confezione di ketchup e poi ha messo in scena il più inquietante degli scherzi che un figlio possa decidere di organizzare a un genitore: si è filmato con il telefonino facendo credere di essere gravemente ferito, dunque in pericolo di vita. E per finire ha mandato il video alla mamma su WhatsApp.

«Si è trattato di un modo sbagliato per attirare l’attenzione dei genitori in un momento particolare», sintetizza un investigatore al termine di questa storia di adolescenza e disagio andata in scena sabato pomeriggio a Livorno, nel quartiere popolare di Shangai, l’ex fortino rosso dove si alternano cortili, panni stesi e palazzi-caserma raccontati da Virzì.

L’allarme

A dare l’allarme, poco dopo le 17, è stata la mamma del giovane che dopo aver aperto il filmato, ha dato il via ad una corsa contra il tempo, preoccupata e disperata, per cercare di salvare il figlio che credeva in pericolo, da solo a casa, che lentamente moriva dissanguato. «Mi è arrivato questo video – ha spiegato al centralino del 113 – dopo averlo visto ho provato a chiamare mio figlio ma non mi risponde al cellulare: aiutatemi».

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In pochi minuti, nella zona di Shangai, dove il diciassettenne vive con la famiglia, si sono precipitate, oltre alla mamma terrorizzata, tre volanti della polizia, un paio di ambulanze e i vigili del fuoco. «Era plausibile pensare – spiegano le forze dell’ordine – che sarebbe stato difficile entrare nell’appartamento e dunque sono stati chiamati anche i pompieri nel caso in cui ci fosse stato bisogno di forzare la porta d’ingresso oppure una finestra».

Quando agenti, soccorritori e vigili del fuoco sono riusciti ad oltrepassare la porta d’ingresso, si sono trovati di fronte, grazie al cielo, ad una scena che somigliava di più a quella di un set cinematografico che a una scena del crimine. «C’erano i vestiti macchiati, ma quello che sembrava sangue era ketchup...».

La ricostruzione

È stato il diciassettenne, inizialmente sorpreso da tanta attenzione, a raccontare alla madre e agli agenti quello che aveva fatto e anche il motivo: attirare l’attenzione della mamma. I poliziotti dopo averlo ascoltato, hanno anche verificato un particolare non secondario per quello che riguarda la successiva contestazione del reato. Vale a dire se il giovane avesse organizzato la messa in scena da solo o in compagnia di un amico. Dagli accertamenti e dalle dichiarazioni del protagonista è stato appurato, al contrario, che il diciassettenne abbia agito da solo: dalla pianificazione fino alla concreta messa in scena del finto accoltellamento all’addome.

Il reato

Adesso l’adolescente che prima di sabato non aveva mai dato problemi o segnali che potevano far intuire gesti simili, è stato denunciato alla Procura dei minori di Firenze per procurato allarme. «La cosa più importante è che nessuno si sia fatto male davvero, ma se durante l’intervento a Shangai fosse accaduto qualcosa di serio in un’altra zona della città – spiegano agenti e soccorritori – questo ragazzo poteva avere sulla coscienza le eventuali conseguenze di un ritardo».
 

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