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Chiesa contro Regione «Relazioni stabili non profilattici gratis»

Chiesa contro Regione «Relazioni stabili non profilattici gratis»

Il cardinal Betori stronca la campagna sul sesso sicuro della Toscana: «Incentiva promiscuità e rapporti a rischio» 

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firenze. Colpita e affondata. Senza mai citarla. Nella cattedrale di Firenze, durante l’omelia della Cattedrale. L’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori non nomina mai la Regione Toscana. Neppure fa un riferimento diretto alla campagna di prevenzione delle malattie che si possono contrarre con il sesso non protetto, ma la stronca. Niente profilattici in regalo, ma una educazione a una sessualità «coscienziosa».

La Regione non replica. In particolare il presidente, Enrico Rossi che sostiene questa campagna di regalo dei profilattici (soprattutto fra i giovani ) professa il principio di «Libera Chiesa in libero Stato». Insomma, è giusto che il cardinale pensi alle anime, come è giusto che la Regione pensi alla salute dei toscani.

E alle anime Betori pensa. All’omelia dell’Immacolata dice che «desta stupore e preoccupazione» - riporta l’agenzia Ansa - se chi dovrebbe occuparsi della formazione delle persone, in particolare dei giovani, disattende questo compito «come accade quando, di fronte alla drammatica diffusione di malattie infettive legate principalmente a un uso incontrollato della sessualità, si pensa di intervenire non con campagne educative che promuovano comportamenti sessuali coscienziosi, favorendo la stabilità e la fedeltà delle relazioni, bensì affidandosi alla logica della protezione strumentale, resa di facile accesso perché gratuita, che di fatto incentiva la promiscuità e i rapporti a rischio».

L'arcivescovo, inoltre, si dice convinto che queste problematiche «vanno affrontate sotto il profilo di una scelta che, per essere davvero libera, deve essere informata e formata. Se, invece, alla fine il messaggio che passa è una soluzione facile, che si affida all'uso di strumenti e all'assenza di costi, ciò che resta in ombra è la persona, con le sue implicazioni affettive, psicologiche ed etiche». L’indicazione della Chiesa, quindi, è di segno opposto a quello della Regione: la formazione «deve essere una cura primaria delle agenzie educative e dell'intera società, con proposte che portino i giovani a migliorarsi e non al ribasso, che educhino ad affrontare con coraggio le sfide che la vita porr à loro di fronte». —

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