Toscana
Peretola, stop alla nuova pista dell'aeroporto di Firenze per il laghetto
Il vertice a Roma per il via libera rinviato a fine gennaio per un cavillo. Insorge Forza Italia: «C’è la manina del M5S»
FIRENZE. «No, no. Se non c’è un progetto che valuti l’impatto degli orti che circonderanno il laghetto sulla strada che nascerà a Signa e della strada sugli orti, non possiamo dare il parere positivo al masterplan dell’aeroporto», dice al tavolone della conferenza dei servizi più attesa della storia di Firenze un funzionario del Mibact quando ormai s’è fatta una certa al ministero dei Trasporti. .
Quanto basta per far sobbalzare Enrico Rossi e metà dei presenti e far capire che Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, ha deciso di attuare col progetto di realizzazione della pista lunga di Peretola la stessa strategia con cui sta inceppando i cantieri della Tav: tirarla per le lunghe a suon di piccoli sabotaggi burocratici. Sì perché ieri, venerdì 8 dicembre, il vertice a Roma che avrebbe dovuto dare il via libera all’ampliamento del Vespucci è slittato ancora dopo il primo rinvio di settembre. Tutto rimandato al 29 gennaio.
Quasi due mesi di stop. E tutto per uno specchio d’acqua diventato «uno specchietto per le allodole, ci prendono per sfinimento», mugugnano in molti dalla Regione a Toscana Aeroporti, la spa che gestisce Vespucci e Galilei. A far saltare l’ok una contestazione del ministero dei Beni culturali a Enac per l’assenza di uno studio che valuti gli effetti subiti dal laghetto che il piano trasloca da Peretola a Signa per evitare danni agli uccelli migratori che lo abitano. Uno specchio d’acqua che sorgerà in un’area vicina a quella in cui dovrebbe passare la nuova bretella fra Lastra e Prato.
«Ma come facciamo ad avere lo studio se la strada ancora non c’è? - ha obbiettato Rossi - Allora non facciamo la strada!». Ma Enac si è detta disponibile a presentarlo e la conferenza è stata riaggiornata. Tant’è che Rossi uscendo parla di «aspetti risolvibili» e «di discussione positiva, lunga, seria, approfondita». Ma che sia proprio il Mibact a porre il veto fa parlare Forza Italia di «una manina del M5S, da sempre contrario all’ampliamento. Basta rinvii, ci sono in ballo 5300 posti di lavoro», tuonano i consiglieri regionali Marco Stella e Maurizio Marchetti.
Del resto non è un mistero. È strato Toninelli , a luglio, a definire «Pisa l’aeroporto principale della Toscana» e dal suo ministero sono filtrate ipotesi di potenziare il sistema aeroportuale toscano dotando il Galilei di una terza pista e di migliori collegamenti ferroviari fra la città della Torre e Firenze. Ma su Peretola aleggia anche un’incognita Lega. «Il masterplan è da rivedere ma siamo per lo sviluppo di Peretola», è l’ultima versione della coordinatrice regionale Susanna Ceccardi. Perché anche per Matteo Salvini l’attesa potrebbe essere diventata un’occasione. Il leader potrebbe giocarsi un’altra partita doppia: l’opportunità di scavalcare di nuovo i grillini sulle grandi opere imponendo un suo sì e incassare a quel punto i consensi di industriali e alleati che vogliono l’aeroporto.
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