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Toscana

Dateci parole che illuminano, le proposte dei Comuni per il Natale 2019

Dateci parole che illuminano, le proposte dei Comuni per il Natale 2019

La proposta lanciata dal Tirreno è stata raccolta dai sindaci e dagli amministratori locali che ora stanno pensando a come concretizzare l'idea

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Non avete anche voi la sensazione che le nostre città, a Natale, si assomiglino troppo? Le illuminazioni, le vetrine delle catene di negozi e le musiche per strada sono sempre le stesse. L’omologazione cresce. E finisce per annoiarci. Poi ci sono le eccezioni. A Bologna hanno realizzato delle luminarie bellissime, con i versi de “L’anno che verrà” di Lucio Dalla (“sarà tre volte Natale” etc). Fotografatissime, quelle luci stanno facendo il giro del mondo. Perché? Perché sono un’idea. Il valore della creatività è enorme e ancora troppo sottovalutato. Sarebbe bello che una cosa simile accadesse anche in Toscana.

Una suggestione che il vicedirettore de Il Tirreno Fabrizio Brancoli, descriveva così qualche giorno fa sul giornale. E subito la proposta è stata raccolta dai sindaci e dagli amministratori locali che ora stanno pensando a come concretizzare l'idea della città di Bologna anche nelle nostre città. Alcuni immaginano di dare gambe al progetto di una Toscana illuminata dalle parole già nei prossimi giorni. Altri per il Natale 2019.

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Intanto le città toscane si raccontano e si sfidano in versi.

Il primo a riprendere la proposta di Brancoli è stato il consigliere regionale del Pd Mazzeo che ci ha raccontato Firenze e Pisa. "Ho pensato a via Cavour a Firenze, all’angolo con piazza Duomo, annunciata come l’ingresso al Paradiso dantesco: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. E magari Corso Italia o Borgo Stretto a Pisa che guidano cittadini e turisti verso piazza dei Miracoli scandendo le parole di Galileo Galilei: “Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono”. Mi son sembrate immagini straordinarie.

A LIVORNO è l'assessore Francesco Belais a rispondere alla sollecitazione de Il Tirreno. "Abbiamo la fortuna di  - ha detto  - di vivere in una città che ha dato i natali a moltissimi artisti di fama internazionale, da Modigliani a Mascagni, da Caproni a Piero Ciampi, e io credo che sia proprio questa polifonia di pensieri e parole a dover essere "messa in luce".Ciascuno di questi artisti è legato in particolare a un quartiere, a una strada, a un angolo della città che può diventare la cornice perfetta per ospitare un pensiero luminoso.Mi immagino i cittadini camminare lungo via Grande verso il mare, alzare lo sguardo e leggere le parole di Piero Ciampi: "Io non ho perduto il mio cuore strada facendo, io ho lasciato il mio cuore sul porto di Livorno".

A PISTOIA il pensiero è andato subito a Cino da Pistoia e  al pistoiese d’adozione (e tifo calcistico) Francesco Guccini. «Potrebbe essere un’idea», ha confermato l’assessore Gianna Risaliti. «L’idea di Guccini ci avvicinerebbe a quanto fatto a Bologna. Un richiamo alla pistoiesità e, contemporaneamente, all’idea originale bolognese. Dobbiamo valutare bene se e come sfruttarla, ma ogni idea è utile e ben accetta».

A Montecatini? Replicare l’esperimento bolognese si è pensato potesse essere un’idea per un 2019 speciale per la città: ricorre infatti il centenario della morte del compositore Ruggero Leoncavallo, l’immortale autore dell’opera “Pagliacci”, che si spense proprio a Montecatini nel 1919. Da qui l’idea: non si potrebbe estrapolare qualche passaggio dal libretto dell’opera e “trasformarlo” in una luminaria? Magari accompagnando il tutto con musiche da divulgare per le vie in filodiffusione?  Oppure, altra idea: replicare le più famose frasi riportate all’interno dei vari stabilimenti termali, a cominciare dalla famosa “Il suon che di dolcezza i sensi lega”, posta a omaggio di Francesco Petrarca nel tempietto della musica al Tettuccio.

VIAREGGIO non può sbagliare: la frase di Mario Tobino, «Viareggio in te son nato e in te spero morire», accende il sentimento in ogni viareggino. Ecco perché la scelta, subito accolta da balneari e commercianti, è quella di riproporre la scritta, o di illuminare quella che c’è sul Molo, per rendere il Natale ancora più sentito. Anche a Camaiore i dubbi sono stati pochi: Giorgio Gaber è l’autore di riferimento e il suo verso «Con tutta la rabbia, con tutto l’amore» è secondo il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto il più adatto, perché uno dei più belli. «Pensiamo – ha spiegato Del Dotto – a una scritta al neon puntata verso il mare, in piazza Lemmetti a Lido». Ok anche da Massarosa, orientata sui versi che Gabriele D’Annunzio dedicò al suo territorio nell’Alcyone: «Dal monte di Quiesa a Montramito i colli sono lenti». Pietrasanta ha l’imbarazzo della scelta, ma l’impressione è che non ci sia nulla di meglio di «Quel che mi piace è Pietrasanta», che Giosuè Carducci scrisse nella lettera a Carolina Cristofori Piva. Una frase illuminata che, spiegano dal Comune, «potrebbe campeggiare all’inizio del centro storico». Originale, ma azzeccato, ciò che arriva da Seravezza: lo scrittore di fantascienza, e non solo, Aldous Huxley con le parole dedicate proprio a Seravezza, «Il silenzio è il sussurrare continuo di acque correnti», nel libro “Foglie secche”. 

Paolo Pesciatini, assessore al commercio di PISA ha subito associato nomi e luoghi. Ad esempio, Leopardi e i lungarni: «L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze», scrisse nel 1827 alla sorella Paolina. E poi Gabriele D’Annunzio che per piazza del Duomo coniò l’espressione “prato dei Miracoli” nel romanzo “Forse che sì forse che no” del 1910. Senza dimenticare, a proposito di D’Annunzio, l’Alcyone (1903) con “La tenzone”: «O Marina di Pisa, quando folgora il solleone!».

Valentina Mercanti, assessore al commercio di LUCCA è entusiasta di un progetto del genere. «Senza dubbio sceglierei le parole delle opere di Giacomo Puccini - ha spiegato -. Chi meglio del nostro personaggio più importante potrebbe veicolare il nome di Lucca. Si potrà arrivare a tanto però solo se riusciremo sempre più a unire le forze, tanto più lo faremo, tanto più costruiremo cose belle. Il problema ovviamente è il budget: mi auguro che vengano fuori degli sponsor. Sono pronta a vagliare qualsiasi proposta».

A PRATO anche il sindaco Matteo Biffoni ha trovato l’idea simpatica. «Anche noi abbiamo personaggi che meritano di essere ricordati sempre. Uno fra tutti Curzio Malaparte, ma ce ne sono tanti altri. Vanno poi capiti i costi e se la cosa è fattibile». Il sindaco pensa anche a una sorta di sondaggio: «L’amministrazione attraverso il proprio sito potrebbe proporre una decina di frasi di personaggi salienti e chiedere ai pratesi di votare.

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di Redazione web