Italia
L’export rallenta: cresce solo del 2% Lavoro più precario
L’ultimo rapporto di Ires Cgil rivela la crisi di metalmeccanica settore gomma e pure alimentare. Boom della farmaceutica
Le esportazioni dei prodotti toscani non sono più quelle di una volta. Vanno ancora bene, ma registrano un forte rallentamento. E la crescita dell'economia ne risente fermandosi a un +0,8% nel 2018. È quanto emerge dall'ultimo rapporto di Ires Cgil e la segretaria di Cgil Toscana Dalida Angelini lancia l'allarme: «Servono nuove politiche di crescita. Chiediamo un intervento di Regione e governo».
A prima vista, però, tutto sembra andare per il verso giusto nelle esportazioni. Lo dicono i numeri. Il primo semestre 2018 segna un +2,3 % rispetto allo stesso periodo del 2017. Niente di preoccupante. Anzi. Si direbbe una crescita delle vendite all'estero soddisfacente. «Ma queste esportazioni sono ben lontane da quel +8 % del 2017 sul 2016», evidenzia il ricercatore di Ires Franco Bortolotti. E se negli anni della crisi le esportazioni avevano fatto da motore dello sviluppo, ora non è più così e la crescita dell'economia regionale rallenta. E insieme alla crescita anche il lavoro, sempre più precario. Ecco le note negative. Vanno male la metalmeccanica (-4,6% nel primo semestre 2018 sullo stesso periodo del 2017), il settore alimentare (-1,4%), il settore gomma e plastica (-2,8%). La metalmeccanica risente di un calo delle commesse nelle province di Massa Carrara e Firenze. «Probabile che questo dato riguardi l'andamento della Nuovo Pignone», dice Bortolotti. Ma ci va di mezzo anche il settore siderurgico di Livorno. Ci sono, però, anche note positive. A fare il botto sono i farmaceutici (+48%), segue una crescita modesta del settore moda (+2,7%). Ma cosa sta succedendo alle esportazioni toscane? Lo spiega il direttore di Ires Gianfranco Francese: «Sono diminuite di alcune decine di milioni verso Cina e Stati Uniti compensate con una rinnovata attvità sui mercati di sbocco europei. Tutto nasce dalla guerra commerciale inaugurata dalle politiche neoprotezionistiche di Trump. Le misure tariffarie colpiscono in maniera diretta la Cina, ma determinano un clima negativo e conseguenze pesanti su tutto il commercio mondiale, colpendo indirettamente tutti quei Paesi, come l’Italia, che hanno una forte tradizione e vocazione all’export. Nel contesto nazionale soffre anche la Toscana, tra le regioni più importanti per l’export italiano, proprio a causa della frenata dei mercati esteri». Da qui l'appello della segretaria Dalida Angelini: «Bisogna intervenire perché non dobbiamo rischiare una recessione nel 2019. La manovra del governo non attiva politiche anti-cicliche. Perciò abbiamo avanzato al governo con Cisl e Uil una piattaforma di proposte sull’economia. Alla Regione chiediamo un patto di fine legislatura su economia, sanità, sociale, lavoro e infrastrutture». Anche per migliorare le condizioni di lavoro. Il contratto a tempo indeterminato, infatti, pesa per il 15,1% sugli avviamenti al lavoro nel 1° semestre 2018, contro il 40,5% dei contratti a termine contro il 15,8% del primo semestre 2017. —
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