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Toscana

dopo la manifestazione di larderello 

Il consiglio regionale si schiera a favore della geotermia

Il consiglio regionale si schiera a favore della geotermia

Il presidente Giani: «Approveremo una risoluzione per modificare la finanziaria» E anche Anci Toscana si mobilita: «Risorsa fondamentale per questi territori»

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FIRENZE. «Ci impegneremo insieme ai cittadini e ai lavoratori perché la geotermia sia una delle grandi prospettive per la produzione di energia elettrica nel futuro. Il primo passo sarà una risoluzione in consiglio regionale a sostegno della battaglia per la modifica della Finanziaria».

Così il presidente dell’assemblea toscana, Eugenio Giani, commenta la manifestazione di sabato contro il taglio degli incentivi al settore ipotizzato dal ministero dello Sviluppo economico.

«La manifestazione del sì alla geotermia che abbiamo vissuto a Larderello – ha affermato Giani – ha rappresentato un punto di svolta» . Per Giani «È significativo che vi fossero i sindaci delle Colline metallifere e dell’area geotermica tradizionale come Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, Monterotondo e Pomarance, ma anche i sindaci del monte Amiata, a testimoniare che quest’articolo messo in Finanziaria, che toglie la geotermia dalle fonti rinnovabili, è un delitto».

«Insieme ai consiglieri regionali che sono intervenuti a Larderello, come Alessandra Nardini, Andrea Pieroni e Antonio Mazzeo, dovremo fare – ha concluso Giani – una grande campagna di sensibilizzazione, e dovremo coinvolgere cittadini, lavoratori, amministratori locali e parlamentari perché portare al ridimensionamento della geotermia sarebbe una grande sconfitta» .

E anche Anci Toscana scrive all’Anci nazionale per sollecitare un intervento sulla geotermia: « Chiediamo semplicemente di reinserire la geotermia nel decreto Fer 1, in base agli stessi principi presenti nel decreto precedente – scrive Anci Toscana – L’importanza dell’energia geotermica per i territori toscani non è relativa solamente agli incentivi diretti che possono ricadere sulle amministrazioni locali; perché togliere le incentivazioni su tale energia per i nostri territori significa togliere tutte le possibilità di crescita legate a tale tipo di attività».

«Vista l’importanza delle risorse rinnovabili per la produzione di energia elettrica, come notoriamente statuito dalla stessa Unione Europea, a nostro avviso non sono presenti motivi per una modifica del decreto precedente – si legge ancora – Togliere la geotermia dal decreto Fer 1 e dalla sua linea di finanziamento storica, dove è sempre stata, significherebbe rinunciare ad una programmazione completa dello sviluppo delle rinnovabili per tutto il territorio nazionale. La nostra richiesta sta dunque nel pieno rispetto dello sviluppo energetico dell’intera nazione perché legato alle fonti rinnovabili e si pone nell’interesse dei territori e del loro sviluppo legato alla geotermia. Questi territori hanno avuto possibilità di crescita grazie a tale risorsa, che prevalentemente si trova nell’Italia centrale. Il decreto ha funzionato bene negli anni, sia per lo sviluppo dei territori, che per il raggiungimento degli obiettivi ambientali». —

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