La protesta
Gommista uccide il ladro: un mese fa aveva già sparato a un intruso - Video
Monte San Savino: Pacini ha trascorso la prima notte dopo la tragedia a casa di amici. Il ministro Salvini torna sul caso: "Questa è legittima difesa"
MONTE SAN SAVINO. Chi tocca muore: Vitalie Tonjoc non poteva saperlo, ma tentare un furto nel capannone della Pacini Gomme a Monte San Savino equivaleva a mettere le mani sui fili dell’alta tensione. Fredy Pacini, il titolare che la scorsa notte lo ha ucciso sparandogli cinque colpi (di cui due andati a segno alle gambe) con una Glock 9x21 aveva già premuto il grilletto poco più di un mese fa. In quel caso, il ladro era scappato. I colpi erano andati a vuoto. Martedì notte, no.
Lo rivela un dipendente del bar accanto alla Coop, in fondo alla strada che porta alla Pacini Gomme. «Sì, Fredy viene qui spesso e ci ha detto che un mese e mezzo fa è successa la stessa cosa – racconta il cameriere – Qualcuno ha tentato di entrare nel capannone e Pacini gli ha sparato un paio di colpi, senza prenderlo. Credo che poi il ladro sia scappato sull’argine». Di quell’episodio, stando al capitano Monica Dallari, comandante della Compagnia di Cortona, non è rimasta traccia. «Non escludo che sia successo - spiega - ma se è successo, Pacini non l’ha denunciato».
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I MOTIVI DEL GESTO
Una morte annunciata, dunque, quella di Vitalie Tonjoc, moldavo di 29 anni (incensurato) arrivato in Italia a settembre, entrato subito nel circuito criminale. Morte annunciata e figlia dell’esasperazione di un uomo di 57 anni che da più di quattro, dice, dorme dentro la sua azienda per difendersi dai ladri. Lo aveva raccontato a marzo a Teletruria dopo l’ennesimo furto, dicendo di aver subìto l’iperbolica cifra di 38 intrusioni negli ultimi quattro anni. Aveva allestito una camera di fortuna nel piano rialzato dal capannone e da lì, con la Glock a portata di mano, non si muoveva se non per i pasti e per le feste comandate.
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E così, quando la scorsa notte poco prima delle 4 ha sentito un rumore diventato ormai abituale, cioè i vetri in frantumi del portone d’ingresso, è scattato come una molla e ha sparato. Cinque colpi in rapida successione, due quali hanno colpito il giovane moldavo al ginocchio e alla gamba, lasciandogli solo qualche minuto di vita, forse per un’emorragia interna (nel capannone e sul piazzale, dove è stato trovato il corpo, non ci sono evidenti segni di sanguinamento). Ai carabinieri Pacini ha detto di aver intravisto un’altra sagoma che si allontanava e ora è caccia all’auto usata per la fuga. Sul posto sono rimasti un piccone e un cacciavite.
Pacini è stato sentito dal sostituto procuratore Andrea Claudiani e al momento è indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Anziché andare a casa, è tornato in azienda, accolto dagli applausi di amici e conoscenti. Immediata e quasi scontata la solidarietà del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che in quegli stessi minuti ha chiamato la Pacini Gomme. Il titolare, ha poi riferito il suo avvocato Alessandra Cheli, non se l’è sentita di parlarci ed è stato il legale a fare da tramite: «È stato come parlare con una persona di famiglia che si interessava sinceramente al problema».
Al ministro dell’Interno ha invece fatto appello il sindaco di Monte San Savino, Margherita Gilda Scarpellini, arrivata nel piazzale di via della Costituzione intorno alle 12: «Noi siamo un piccolo paese con un territorio per di 90 chilometri quadrati e con soli quattro vigili urbani è difficile coprire servizi di vigilanza adeguati tanto più nelle ore notturne».
Che siano 38 o meno i furti subiti da Pacini, quello che pare chiaro è che l’imprenditore fosse ossessionato dai ladri, tanto da comprare una pistola e decidere di passare le notti nel capannone accanto a un cane da guardia. Per il suo avvocato non si pone nemmeno il problema della riforma sulla legittima difesa. «Questo è un caso di legittima difesa a prescindere da qualsiasi questione si voglia fare o discutere sulla norma o sulla sua eventuale riforma - ha detto Alessandra Cheli rispondendo a una domanda sulle nuove norme in discussione che sarebbero più favorevoli al suo assistito - Non credo neanche corretto parlare di questo ora. Fredy Pacini ha agito per una chiara legittima difesa. Non c'è una questione di cosa possa succedere a Pacini se la legge cambia o no, perché questo è un caso comunque di legittima difesa». Su questo punto, per convincere della tesi anche la Procura di Arezzo, saranno importanti i rilievi dei carabinieri, che hanno recuperato nel piazzale tre delle cinque ogive esplose dalla Glock di Pacini.
PACINI HA DORMITO DA AMICI
E si i terrà venerdì 30 all'ospedale San Donato di Arezzo l'autopsia sul cadavere di Vitalie Tonjoc, il moldavo di 29 anni ucciso nell'azienda dal commerciante. Sempre venerdì è confermato che Pacini verrà sentito dal pm che coordina le indagini, Andrea Claudiani. Intanto oggi a Monte San Savino il commerciante ha ripreso il suo posto in ditta anche se, per la prima volta dopo tanto tempo, non ha pernottato all'interno ma da un amico. Secondo quanto si apprende nella cerchia dei conoscenti di Pacini, sarebbe stato piuttosto difficile convincerlo a dormire altrove. Poi le persone a lui vicine sono riuscite a far sì che insieme alla moglie non restasse di notte dentro la ditta ed è stato deciso che fosse ospite fuori comune da un conoscente. E' stata scartata la possibilità che trascorresse la notte nella sua casa nel centro del paese perchè, viene spiegato ancora, sè tato ritenuto più sicuro per lui e i suoi congiunti allontanarsi da Monte San Savino. Chi gli è vicino riferisce che Pacini resta ancora molto provato da questa vicenda ed è ancora sotto choc.
SALVINI: "LA SUA È LEGITTIMA DIFESA"
"Con lui non ho parlato ma ho avuto il piacere di parlare con la moglie e con l'avvocato e penso che questo lavoratore Italiano perbene debba essere lasciato tranquillo perchè quando vieni aggredito e uccidi una persona non oso immaginare il suo stato d'animo". Così il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, parlando a Radio Radio della telefonata fatta all'imprenditore Fredy Pacini di Monte San Savino. "Tengo a dire che questo signore da tempo era costretto a vivere, mangiare e dormire in un capannone con la moglie perchè aveva subito 38 furti e tentativi di rapine. Euindi se alle 4 di notte ti vedi entrare nel capannone dei malviventi che spaccano i vetri per fare l'ennesimo furto e temendo per la tua vita reagisci, al buio senza mirare a nessuno e purtroppo uno dei rapinatori o ladri finisce morto, e oltretutto essere indagato per eccesso di legittima difesa è qualche cosa che non degno per un paese civile. Ma visto che non sono pagato per protestare, ma per fare, posso garantire che a inizio del 2019 arriverà in Parlamento la nuova legge per la legittima difesa".
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