Il Tirreno

Toscana

Gioielli rubati in casa e fusi nella stalla: così la gang del monile fabbricava lingotti

Luca Tronchetti
Gioielli rubati in casa e fusi nella stalla: così la gang del monile fabbricava lingotti

A capo dell’associazione di sinti e albanesi un compro-oro di Viareggio: il titolare e la moglie gestivano il riciclaggio. Chi sono i 24 arrestati

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LUCCA. Da una parte una banda di topi d’appartamento senza scrupoli che in un anno e mezzo svaligiano 89 tra villette e appartamenti isolati a Viareggio, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza, Camaiore, Massa, Carrara e Sarzana, incuranti della presenza o meno dei padroni di casa impossessandosi quasi esclusivamente di monili in oro. Dall’altra un gruppo di pseudo imprenditori che gestiscono in Versilia due negozi di «Compro Oro» e comprano il metallo nobile appena uscito dalle case e finito nelle mani dei ladri. Due associazioni a delinquere - la prima dedita ai reati predatori, la seconda alla ricettazione e al riciclaggio dei proventi illeciti - che si uniscono e s’intersecano formando un mix esplosivo capace di generare un volume d’affare di oltre 550mila euro in 9 mesi d’indagine.

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In buona sostanza i manovali del crimine - quasi tutti albanesi e alcuni nomadi sinti - procurano il metallo nobile e lo vendono agli architetti della malavita che attraverso artifizi e raggiri registrano acquisti di oggetti in oro in realtà mai avvenuti. Ricevuto il metallo pregiato lo rendono irriconoscibile: lo sezionano, lo schiacciano e lo fondono in un piccolo laboratorio allestito illegalmente in una stalla per poi trasformarlo in piccoli lingotti. A quel punto il sodalizio si mette in contatto con un’impresa orafa aretina che acquista in contanti i lingottini artigianali per poi rifonderli e ripulirli di nuovo in una fucina nella città del Vasari.

Per procura, polizia e finanza il dominus dell’inchiesta (44 indagati, 33 misure cautelari di cui 24 in carcere) è Gennaro Fiorentino, 55 anni, origine napoletane, sposato, due figli, residente a Massarosa, protagonista nel dicembre 2001 di un cruento fatto di sangue: uccise il padre con alcuni colpi di pistola. Condannato due anni dopo in Corte d’Assise a 19 anni di reclusione con pena parzialmente riformata in Appello. Era lui che dirigeva le operazioni con la moglie Serena Cioni e i figli Matteo, 30 anni, diploma di orafo e titolare del compro oro «Orofino GMT» in via Macchiavelli a Viareggio coadiuvato dal delegato Alessandro Iselli, 50 anni, di Massa. I quattro sono finiti in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio. Con loro in carcere, per gli stessi reati, anche imprenditori orafi aretini: Giorgio Bellucci, 59 anni e Roberto Marrazzo, 46 anni, coadiutore con la moglie dell’impresa «Il mercatino dell’oro». Per l’altro figlio del presunto capo dell’organizzazione criminosa, Nunzio Fiorentino, 32 anni, attualmente all’estero per lavoro, il gip Antonia Aracri ha invece disposto gli arresti domiciliari.



Proprio per fermare l’attività illecita il giudice ha disposto il sequestro conservativo della gioielleria-compro oro di Viareggio, di un appartamento a Massarosa intestato a un prestanome e di una moto mentre il nucleo di polizia economico-tributaria della Guardia di finanza ha eseguito il sequestro preventivo per equivalente - conseguenza diretta del presunto reato di riciclaggio - per beni immobili e conti correnti nelle disponibilità dei 24 arrestati ( tre sono ancora latitanti). Si tratta di 60mila euro di liquidità e di due immobile per un valore di 250mila euro in Versilia riconducibili ai Fiorentino e di altri 200mila euro sui conti correnti degli altri esponenti di spicco del sodalizio criminoso. Le fiamme gialle infatti negli ultimi mesi hanno effettuato indagini a tappeto di carattere patrimoniale e finanziario ricostruendo il profilo economico-patrimoniale di tutti gli indagati.

Un’inchiesta che promette sviluppi e che ha prese il via un anno e mezzo fa grazie all’intuizione di un ispettore di polizia del commissariato di Viareggio che indagava su un albanese finito nei guai per furti in abitazione. Rubava tutti i giorni tranne la domenica. E quando per due settimane in estate se ne era tornato nei Balcani per un periodo di ferie i furti erano cessati.

CHI SONO I 24 ARRESTATI

L’operazione di polizia e guardia di finanza ha portato all’esecuzione di 33 misure cautelari di cui 24 in carcere. Questi i soggetti in carcere: Augustin Sherri (Massa), Aurel Bibaj (Massa), Ervin Sherri (Massa), Gennaro Fiorentino (Massarosa), Serena Cioni (Massarosa), Matteo Fiorentino (Massarosa), Alessandro Iselli (Massa), Giorgio Bellucci (Arezzo), Roberto Marrazzo (Arezzo) , Stefan Velcu (senza fissa dimora), Romeo Costel Iordache (s.f.d.), Maria Novacovici (Viareggio), Lucia Lafleur (Seravezza), Cesare Satori (Seravezza), Elisabetta Scardigli (Empoli), Paolo Braidich (Viareggio), Natascia Held (Pisa), Vittorio Levacovich (Viareggio), Jenny Facci (Viareggio), Giuseppe Esposti (Viareggio), Vittorio Bodino (Viareggio), Mauro Dellachà (Viareggio), Valentino Dellachà (Viareggio), Salvatore Fiorentino (Massa). E’ invece agli arresti domiciliari Nunzio Fiorentino (Massarosa).

Ci sono poi soggetti raggiunti da divieto di dimora in provincia di Lucca, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e indagati.

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