Sicurezza
Ceccardi si smarca: «Se Salvini vuole sosterrò Del Debbio, è un buon candidato»
La leghista contro i 5 Stelle: «Si vince con il centrodestra. Governiamo meglio di loro, vedi Livorno e Carrara...»
FIRENZE. «Susanna attacca chi attacca», le ha detto Matteo Salvini pochi giorni fa, chiarendo una volta di più quanto basica, selvatica ma efficace sia la strategia dell’iron sovranista. E lei, la leonessa di Cascina, da “commissaria” politica di questo leghismo formato soviet in cui sembra aver trasformato il partito toscano, aveva appena eseguito l’ordine. Dettando la linea ai circa 130 eletti riuniti a Firenze domenica 25 novembre. Che più o meno è: d’ora in poi botte da orbi contro i grillini e Giacomo Giannarelli. Con loro, niente alleanze. Da quando il portavoce dei Cinquestelle in consiglio regionale ha detto che «Salvini è come Renzi» - onta massima - i gialli non stanno più per nulla simpatici ai verdi.
Dunque, addio ai modi dorotei, ora la strategia del Carroccio in Toscana torna vichinga, corsara, ma soprattutto all’usato sicuro: «Nei Comuni dove governiamo lo facciamo bene e col centrodestra. E la squadra che vince non si cambia», ha detto due minuti fa Susanna Ceccardi. Solo che adesso, nella sala congressi dell’hotel Michelangelo ha preso la parola Antonio Tognini, capogruppo a Pietrasanta. E il versiliese ha piazzato una mina: «Noi a Pietrasanta stiamo facendo bene, ma abbiamo un piccolo problema, che poi è un grande problema: Massimo Mallegni». Sì, esatto, i guai per la Lega nella piccola Atene mica arrivano dal Pd. No, dal ras versiliese di Forza Italia, il senatore pupillo del Cav. «Mallegni sbollirà», smorzano i leghisti.
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La verità è che i sovranisti hanno deciso: se i 188 Comuni toscani «saranno un banco di prova importante», di certo non ci sono margini con i pentastellati. «Non sfuma l’idea di costruire alleanze con persone ragionevoli. Ma notiamo un attacco viscerale del M5S - dice Ceccardi - forse per timore di una grande avanzata della Lega, lo capiamo. Noi facciamo la nostra partita col centrodestra. Dove governiamo lo facciamo meglio di quanto riescono a fare loro. Pensiamo a Livorno o Carrara. Esperienze non significative». Insomma, è finita la luna di miele.
«A giugno salta anche il banco a Roma», sussurrano i parlamentari. La Lega vuole passare all’incasso. Del resto i sondaggi nazionali la quotano al 36%, in Toscana al 29, e l’assemblea degli eletti convocata dalla Susy e dalla responsabile enti locali Elisa Montemagni - non a caso nell’hotel di fronte alla Leopolda renziana - serve proprio a dare la rotta alle truppe e festeggiare un primo successo: in un fine settimana, il 17 e 18, «con la gazebata siamo arrivati a 4000 iscritti, quasi mille tesserati in più, tanta roba non c’è dubbio», dice Guglielmo Picchi, il deputato che portò Salvini da Trump in rotta con la sindaca sull’aeroporto di Firenze, di cui lei ora dice: «Il masterplan è da rifare».
E sul tesseramento «Matteo è davvero soddisfatto», gongola lei. Il cui obiettivo è chiaro: smacchiare un’altra fetta di Toscana rossa con le prossime amministrative. «Quello che abbiamo fatto in questi anni è sradicare il sistema - dice Stefano Locatelli, il responsabile nazionale enti locali “inviato” da Salvini a galvanizzare gli eletti - A livello nazionale c'è stato bisogno del M5S, a livello locale la naturale alleanza è col centrodestra».
Ma poi nel mirino della sindaca c’è la Toscana. Ma con chi? Per i candidati sindaci è ancora presto. Certo Ceccardi non sembra aver accusato l’ipotesi di una candidatura a governatore di Paolo Del Debbio su cui starebbe riflettendo Salvini. Anzi, sembra volersi smarcare da un ruolo che potrebbe logorarla, costringendola ad una lunga traversata. L’ex giornalista Mediaset «è un buon candidato - dice - Se Matteo lo propone lo sostengo». In fondo, se si tornasse al voto, Salvini potrebbe chiederle di rimanere a Roma. Ma il suo è anche un modo per dire: io sono la sua consigliera e a me di Del Debbio non ha ancora detto niente. Tanto che un deputato vicino al ministro confida: «Resta lei la candidata. Vedrete, Matteo la metterà alla prova con le Europee e poi nel 2020 si giocherà la Regione».
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