Sicurezza
Firenze è sul podio per spesa dei turisti dello shopping
Nella classifica della spesa procapite giornaliera degli "shopping tourist" che si muovono con lo shopping come motivazione di viaggio, Venezia è in testa con 238 euro, seguita da Firenze (120 euro), Milano (113 euro) e Roma (94 euro)
Firenze, Milano, Roma e Venezia attraggono circa 2,6 miliardi di euro di spesa annuale in shopping da parte dei turisti: la stima calcolata da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza contenuta all'interno di "Shopping tourism - Italian monitor", il rapporto annuale presentato a Firenze.
LA CLASSIFICA
La cifra è ottenuta attraverso una proiezione dei valori di spesa in shopping per soggiorno registrati da un'indagine effettuata su un campione rappresentativo di 2.000 turisti (un terzo italiani e due terzi stranieri) a Firenze (113 euro), Milano (118 euro), Roma (108 euro) e Venezia (60 euro) sul totale degli arrivi nel 2017 in tali città. Nella classifica della spesa procapite giornaliera degli "shopping tourist" che si muovono con lo shopping come motivazione di viaggio, Venezia è in testa con 238 euro, seguita da Firenze (120 euro), Milano (113 euro) e Roma (94 euro).
Secondo l'indagine di Risposte Turismo, Milano è la prima destinazione al mondo associata allo shopping dai turisti che viaggiano in Italia, davanti a Parigi, Londra e New York. Nel capoluogo lombardo inoltre si concentra il 35% degli acquisti in Tax Free Shopping dei turisti extraeuropei.
"C'è una quota importante di domanda dei consumatori con buona propensione alla spesa, e quindi di fatto un potenziale ancora sul quale lavorare", ha affermato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, secondo cui "questo tipo di domanda si muove anche molto in ragione di iniziative di animazione territoriale: queste iniziative di animazione possono essere delle giornate, possono essere dei periodi, possono essere collocati in un contesto specifico, possono essere i negozi aperti. Il formato del festival dello shopping piuttosto diffuso in altre aree mondiali, non in Italia, ma è un appuntamento che gli shopping tourists mondiali cercano di frequentare".
L'IDENTIKIT DEL TURISTA DELLO SHOPPING
Lo shopping tourist è un viaggiatore abituale (l'80% del campione intervistato ha effettuato nell'ultimo anno dai 2 ai 5 viaggi), giovane (il 55% del campione ha un'età compresa tra i 18 e i 35 anni), che preferisce soggiorni di breve durata (41% tra i 3 e i 5 giorni) organizzando le proprie vacanze in modo indipendente. È quanto emerge dal rapporto di Risposte Turismo. Lo shopping tourist 'tipo', nei propri viaggi, oltre a fare acquisti, è interessato principalmente all'arte e alla cultura (50%), al divertimento e agli eventi (22%) e all'enogastronomia (15%) ed influenzato nella scelta della destinazione principalmente dagli sconti (32%), dai prodotti in vendita (25%), dai servizi a disposizione e dalla reputazione del luogo, a pari merito al terzo posto con il 13% di citazioni. La fetta maggiore della spesa, in termini di valore, è rappresentata dai gioielli (18%), seguiti da abbigliamento (16%), accessori e oggetti di design/arredamento/antiquariato/quadri (entrambe al 13%).
20 MILIONI DI TURISTI DELLO SHOPPING IN TOSCANA
Oltre 5,5 milioni di arrivi di turisti italiani in Toscana e più di 20 milioni di presenze legate allo shopping: sono i numeri della regione che emergono dallo studio di Toscana Promozione Turistica presentato oggi alla seconda edizione di 'Shopping Tourism - il forum italiano', organizzato da Risposte Turismo.
L'offerta regionale di luoghi di shopping al di fuori delle mete classiche comprende 8 tra factory outlet ed outlet village, 12 distretti industriali, 17 musei d'impresa, mercati e centri commerciali naturali, vie dello shopping, department e flagship store, cantine e fattorie, ed altro ancora. Sono sei i source market 'chiave' identificati per promozione e comunicazione del prodotto 'shopping tourism' toscano: Cina, Russia e Emirati Arabi per i mercati emergenti, Usa e Germania tra i mercati consolidati, oltre all'Italia.
"In Toscana - ha detto l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo - si viene per tanti motivi: storia, paesaggio, cibo, vino. Ma anche perch c' la percezione che il made in Tuscany abbia un valore aggiunto e questo vantaggio che ci viene attribuito, e che ci siamo guadagnati, dobbiamo iniziare a strutturarlo e considerarlo un elemento sul quale lavorare pi a fondo".
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