Toscana
Peretola, la Lega batte il pugno e gli alleati votano no alla pista
In Regione passa il sì allo sviluppo di Firenze, ma Forza Italia fa retromarcia Ceccardi: serviva unità del centrodestra. M5S a leghisti e Salvini: siete come Renzi
La notte ha portato consiglio. E se per qualcuno non fosse stato così, a una certa ora, s’alza sui banchi Jacopo Alberti a dettare la linea. Proprio lui, uno dei consiglieri leghisti più “riluttante” al verbo ruspista di Susanna Ceccardi sugli aeroporti, il fiorentino da sempre convinto sostenitore della pista lunga di Firenze, si inalbera e avverte: «Voglio ricordare che se qualcuno dell’opposizione vuole votare a favore della risoluzione è meglio che d’ora in poi si sieda fra i banchi della maggioranza».
Alleati (ri)allineati
Messaggio ai forzisti: se scegliete il Pd sappiate che potreste esserci costretti anche in futuro. Perché sì, se c’è una cosa che si è decisa ieri in consiglio regionale, dove si votava un tecnicismo – cioè la risoluzione con cui l’assemblea ha dato mandato al governatore Enrico Rossi di sostenere il “sì” allo sviluppo di Peretola nella conferenza dei servizi al ministero dei Trasporti il 7 dicembre – è la tenuta del centrodestra di qui alle regionali del 2020, Comunali comprese. Il “sì” passa con 23 voti favorevoli e 7 contrari. I no arrivano da Toscana sì a sinistra e soprattutto da Serena Spinelli di Mdp, il partito di Rossi. Ma pure dai 5 stelle. «Firenze va ridimensionato», ribadisce Giacomo Giannarelli, che affonda sui leghisti. «Voi sull’aeroporto come Salvini sugli inceneritori: siete come Renzi, dite tutto il contrario di tutto».
Egemonia di Ceccardi
Ma soprattutto si certifica quello che ormai sembra un dato di fatto: l’egemonia del sovranismo capitanato dalla sindaca di Cascina e commissaria toscana del Carroccio fra gli alleati. Tanto che il renziano Antonio Mazzeo accusa: «Siete tutti commissariati dalla Ceccardi, così avvantaggiate Bologna», dice additando i banchi del centrodestra. Dario Nardella, da Palazzo Vecchio, spara: «La Lega ci riporta nel medioevo».
sovranismo? no, dc
«Io non ricatto nessuno, abbiamo sottoscritto un documento condiviso e cercato di tenere il centrodestra unito», dice Ceccardi. L’accordo che ha convinto Forza Italia ed Fdi ad astenersi e la Lega ad abbandonare baldanzosa l’aula è un capolavoro di equilibrismo che dice tutto e nulla, sovranismo formato Dc: invita la giunta a «consolidare la vocazione intercontinentale del Galilei» ma anche a puntare «sullo sviluppo di Firenze» e pure a «potenziare i collegamenti ferroviari fra Firenze e Pisa». Addio alle posizioni strong. Neppure la Susy e i suoi parlano più di “no” esplicito alla pista a 2.400 o di terza pista al Galilei. Argomento spinoso per il ceto imprenditoriale, di cui Matteo Salvini non vuole sentirsi riportare le lagnanze attraverso i sottosegretari Giancarlo Giorgetti e Armando Siri.
Lo scalpo forzista
Del resto, a farsi interprete della nuova linea è Elisa Montemagni, una delle Susy’s girl: «Chiariamolo subito: non era un sì o un no a Peretola, ma un no a Rossi. Non potevamo appoggiare una risoluzione che di fatto dà mani libere al presidente di modificare il Pit senza un percorso democratico. Se c’è qualcuno che ha frenato lo sviluppo di questa regione negli ultimi 25 anni è la sinistra. Sul tipo di pista e sui dettagli tecnici dello sviluppo dell’aeroporto di Firenze e del sistema aeroportuale toscano decide Roma». E sì, ammette pure Alberti, «in un partito la linea la detta il segretario». Dunque, anche i tentennamenti, le visioni apocrife, tutte riassorbite. A pagare lo scotto più amaro sembrano i forzisti, che martedì si erano presentati in conferenza stampa al Vespucci per dire sì, fortissimamente sì alla risoluzione. «Noi piegati al volere della Lega? - sorride il senatore Massimo Mallegni, organizzatore della conferenza - Semmai il contrario. Siamo stati in grado di far votare alla Lega un documento che parla di sviluppo di Pisa e Firenze. Chi pensa a una Toscana senza un aeroporto fiorentino intercontinentale è un folle, ma lo è pure chi pensa che Pisa debba rimanere senza una pista in più».
Tensione fra Pd e Rossi
Ma se la Lega ricompatta il centrodestra, il centrosinistra perde un pezzo, con i dem in ebollizione con Rossi per il no di Spinelli. Tanto che il governatore prova a placare l’ira renziana: «Oggi è per me un momento di grande soddisfazione, si concretizza un lavoro durato 7 anni. È importante andare avanti, lo sviluppo dello scalo non può essere rimandato. L’atto di oggi permetterà di dare alla Toscana un aeroporto moderno in grado di competere con il centro nord». —
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