Il Tirreno

Toscana

"Lavati, puzzi": disabile deriso a scuola e filmato dai compagni

Sabrina Chiellini
"Lavati, puzzi": disabile deriso a scuola e filmato dai compagni

Pontedera, studenti di una prima superiore filmano in classe il compagno più debole. Le immagini fanno il giro dei social. La famiglia denuncia il caso e tre studenti vengono sospesi

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. “Lavati”. “Puzzi”. Prese in giro e risate. Nel video mostrato agli insegnanti e al dirigente scolastico è immortalato uno degli episodi di bullismo. La vittima un ragazzo disabile. Protagonisti alcuni suoi compagni, studenti di una prima superiore di una scuola di Pontedera (non diciamo quale per evitare l’identificazione della vittima e degli altri minori coinvolti).

Insieme i “carnefici”si sentivano forti, diventavano “branco” e prendevano di mira un compagno di classe disabile, più debole rispetto a loro che si divertivano a prenderlo in giro, umiliarlo. Perché un simile comportamento? Perché non sapevano cosa fare, perché non erano capaci di seguire con attenzione le lezioni. Un comportamento che era sfuggito, stando a quanto è emerso successivamente, agli insegnanti. Del resto ormai è frequente che i ragazzi arrivino a scuola con il cellulare, pronto a riprendere interrogazioni o altro. E come spesso succede nei casi come questo, tra gli autori dei filmati – tutti realizzati con il telefono cellulare usato in classe – poi c’è stato chi non ha resistito alla tentazione. Forse senza nemmeno rendersi conto fino in fondo della gravità del comportamento e del rischio a cui ha esposto i genitori, una studentessa, anche lei minorenne, ha pubblicato le immagini del disabile nelle “storie” di un social network. Oltre alle molestie in classe, si è aggiunta così l’aggravante di avere reso pubbliche le offese.

La vicenda, che ha per protagonisti ragazzini-bulli, è andata avanti per un po’. Fino a quando il disabile ha cominciato a raccontare in famiglia che in classe qualche compagno lo riprendeva con il cellulare. Con i tempi che corrono, i familiari hanno intuito subito cosa stava succedendo. È stato sufficiente dare una sbirciata ai profili sui social dei compagni di classe del ragazzino con handicap e la triste vicenda si è mostrata in tutti gli aspetti peggiori.

Il passo successivo – non poteva che essere così – è stato quello della denuncia a tutti i livelli possibili. La famiglia, da quanto è stato spiegato, si sta tutelando legalmente e si è rivolta al dirigente scolastico. Le immagini – subito rimosse – parlavano da sole, non avevano bisogno di tanti giri di parole. In un primo momento la scuola ha punito con la sospensione per circa due settimane la ragazza che aveva diffuso il video, poi anche altri due studenti sono rimasti coinvolti nell’atto di bullismo e anche per loro sono arrivati provvedimenti disciplinari.

Anche se l’istituto ha cercato di tenere un profilo basso, la vicenda ha cominciato ad essere raccontata come esempio da condannare e come caso limite a cui i bulli sono arrivati.

Il preside dell’istituto conferma il fatto ma non vuole entrare nei dettagli. «Sono minorenni e c’è il rischio dell’emulazione», dice aggiungendo che si attiverà per segnalare all’autorità giudiziaria il fatto, secondo quelle che sono le competenza della scuola quando si verificano episodi di bullismo. «Faremo una segnalazione, oltre a quella della famiglia – aggiunge – Nel frattempo abbiamo fatto tutto quello che dovevamo per dare risposte ai genitori dell’alunno disabile e anche per evitare che si ripetano episodi di bullismo». Il dirigente scolastico tiene a precisare che la «famiglia ha avuto quello che si aspettava e la storia è conclusa».

L’istituto, appena ha saputo cosa era successo, si è attivato come prevede la normativa. C’è stato un consiglio di classe straordinario, con gli insegnanti e i genitori. «Si tratta di una questione delicata su cui sono in corso indagini, voi capite che anche per questo non posso dire niente di più».

Al di là degli aspetti disciplinari, gli insegnanti hanno lavorato per fare comprendere la gravità del gesto e sono intervenuti su aspetti educativi. Nascondere è inutile: sono stati gli stessi ragazzi i primi a raccontare a casa ai genitori del video che mostrava il loro compagno disabile. Un fatto che potrà incidere anche sulle valutazioni scolastiche degli studenti rimasti coinvolti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa