Sicurezza
Grimaldi si allea con la Lega: attacco a Onorato e ai suoi collegamenti
romaIl siparietto fra il vicepremier Matteo Salvini e Guido Grimaldi, la nuova generazione degli imprenditori under 40, rende bene l'idea del clima. Il saluto di Grimaldi: «Autorità, signore e...
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Il siparietto fra il vicepremier Matteo Salvini e Guido Grimaldi, la nuova generazione degli imprenditori under 40, rende bene l'idea del clima. Il saluto di Grimaldi: «Autorità, signore e signori (pausa a effetto), e tu Matteo...». Salvini gigioneggia a raddoppiare il feeling: «Guido, diranno che siamo una coppia di fatto». Tutto questo va in scena a Roma all'auditorium Parco della Musica all'assemblea di Alis, il fronte trasversale delle imprese promosso dagli armatori Grimaldi. All'indomani - altra scenetta pop dell'iconografia salviniana - di Matteo della sua ex (?) Elisa Isoardi allo stesso tavolo alla cena di gala organizzata da Alis la sera prima.
Potrebbe essere solo “colore” di una campagna elettorale permanente, in realtà Salvini dice parole impegnative che suonano come musica alle orecchie dei Grimaldi impegnati in un duello contro l'altra grande dinasty dei traghetti merci e passeggeri: gli Onorato, soprattutto Vincenzo al timone della holding che controlla Tirrenia, Moby e Toremar. Il vicepremier dice sì ai contributi pubblici «ma in una logica di libero mercato e libera concorrenza. Non penso sia più il momento di elargire milioni e milioni a chi poi non giustifica come sono reinvestiti e riutilizzati per la collettività».
Non poteva esserci risposta migliore per i Grimaldi che di fronte alla platea di Alis, senza mai nominarlo, tornano a scagliare parole di fuoco conto Onorato: nel mirino la convenzione per garantire a elbani, siciliani e sardi la continuità territoriali, adeguati collegamenti con il continente come sottolinea prima Guido, presidente di Alis, e poco dopo il padre Manuel, al timone dell'azienda di famiglia, intervistato da Bruno Vespa.
A giudizio dei Grimaldi la soluzione c'è ed è abbastanza semplice: i contributi non devono andare agli armatori ma ai cittadini che possono poi scegliere di quale compagnia di navigazione servirsi. «Almeno metà della continuità territoriale la garantiamo al 50% noi senza prendere un soldo» dice Manuel Grimaldi ribadendo che lui i contributi pubblici non li vuole ma ricordando che (a mo’ di battuta) il figlio si era detto disposto a trasportare gratis tutti i sardi con la metà del contributo previsto nella convenzione che Onorato aveva ereditato con la privatizzazione di Tirrenia. Non solo: nell'ennesimo siluro ha accusato Onorato di non aver ancora pagato tutte le rate delle navi ottenute dalla privatizzazione di Tirrenia: «Anzi qualcuna l'ha anche già anche venduta».
Ambedue gli schieramenti hanno alle spalle il flirt con la Leopolda di Renzi ma stiamo parlando di un'era politica distante quanto il Pleistocene: se pensate che nella campagna anti-Grimaldi condotta da Onorato si sentono echi salviniana («prima gli italiani») e che in passato sul reddito di cittadinanza Manuel Grimaldi aveva strizzato l'occhio al M5s, ieri la scelta di campo è stata chiara: sul palco di Alis salgono tutti i possibili dialetti del Carroccio di governo. Ecco Salvini, un viceministro leghista (Edoardo Rixi, Infrastrutture), 2 sottosegretari (Vannia Gava, Ambiente, e Claudio Durigon, Lavoro). Nessun altro politico di nessun altro partito. E se qualcuno dicesse che Alis si occupa di una materia di competenza del ministro pentastellato Danilo Toninelli si può ribattere che Grimaldi junior il ministro M5s l'ha incontrato settimane fa. —
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