Il dolore
Alloggi per uomini che maltrattano le donne. Proposta choc del Comune di Pisa
Il sindaco vuole offrire una casa ai violenti «così non saranno vittime e figli ad abbandonare l’abitazione familiare». Leu: «La destra dà rifugio ai carnefici»
PISA. Lo “scandalo” si annida in quattro righe. Pagina 23 del programma di mandato del sindaco di Pisa, Michele Conti. Prevedere residenze per padri maltrattanti. Case per uomini violenti, in modo che non siano sempre le mamme e i figli a dover abbandonare l’abitazione familiare quando sono vittime di maltrattamenti. L’idea scatena la reazione della sinistra. L’onorevole Nicola Fratoianni (segretario nazionale di Leu) punta l’indice contro l’unico Comune in Italia che vuole fornire «un rifugio ai carnefici: mai avrei pensato che il centrodestra potesse scendere tanto in basso».
La Casa delle donne ricorda che qualunque convenzione internazionale prevede di ospitare le donne e i figli in rifugi segreti per proteggerle dalla violenza.. Di nuovo, dunque, Pisa si spacca sulle politiche di tutela delle donne. Al punto che la consigliera comunale del Pd Olivia Picchi annuncia l’intenzione della sinistra di disertare le iniziative del Comune (di sabato) per celebrare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: «Non amo le ipocrisie, non intendo avallare un'iniziativa che è solo, per questa amministrazione, un impegno istituzionale da assolvere. Questa è un’amministrazione che per le “politiche di tutela alla genitorialità”, prevede residenze per i padri violenti lasciando le madri e i figli nella casa di origine, togliendo loro la tutela delle case rifugio e dell'anonimato».
Nel suo programma di mandato Conti, infatti, scrive nel paragrafo sulle politiche a favore della genitorialità: «In caso di padri maltrattanti si dovrà invertire la tendenza per cui le madri e i figli sono costretti ad abbandonare la loro casa per trasferirsi in case rifugio. Saranno pertanto previste residenze nelle quali far trasferire i padri per consentire alle madri e ai figli di restare nel loro ambito abitativo abituale riducendo, soprattutto per i bambini, le cause di disagio e di stress».
Ma la Casa delle donne evidenzia la debolezza di quella che è una soluzione sbagliata a un problema reale. Il problema concreto - spesso sollevato dalle stesse vittime - è che in caso di violenza (quasi) mai gli uomini vengono allontanati dalle case familiari e sono le donne a dover lasciare tutto (anche quando hanno i figli). Sono le donne a dover lasciare il lavoro e far cambiare la scuola ai figli ricostruendosi una nuova identità. Dovrebbe accadere il contrario, ma al momento non esistono alternative.
Oggi, infatti - evidenzia la Casa delle donne - lasciare le madri nelle case familiari, significa trasformarle in “bersagli” sicuri. Gli uomini maltrattanti sanno sempre dove andare a colpirle, mentre se vengono portate in case-rifugio a indirizzo segreto non sanno dove rintracciarle «a garanzia della loro sicurezza e per evitare che vengano reiterate le violenze». Insomma le 55 case rifugio italiane sono oggi la vera misura salva-vita per donne e figli «nonché il primo passo per uscire dal percorso di violenza». Da qui la richiesta della Casa delle Donne ai consiglieri comunali di Pisa di «far ritirare questa proposta senza senso». Tanto più se le case rifugio per maltrattanti comportano riunire in un unico luogo gli uomini violenti e a spese della collettività.
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