Gioco
Politica, frequenze, elezioni locali: l’alleanza fra Lega e gli Sciscione
Il rampollo della famiglia proprietaria del circuito Gold tv è il nuovo responsabile telecomunicazioni del Carroccio per il centro Italia
Il primo segnale è stato una protesta. Secca. La vicepresidente del Corecom Toscana - la livornese Cheti Cafissi, in quota alla Lega - si lamenta coi colleghi del Comitato regionale di controllo sulle comunicazioni: in Toscana c’è “troppa attenzione” per le tv locali della famiglia Sciscione. Canale 10 e ora anche Italia 7, acquistata (da un fallimento) il 31 luglio.
Insomma, lasciateli in pace. Anche se trasmettono i programmi di Adriano Panzironi. La spiegazione si palesa il 10 novembre: Marco Sciscione, socio e comproprietario (con il fratello Giovanni) delle emittenti toscane, oltre che del circuito Gold tv, è il nuovo responsabile delle Telecomunicazioni per la Lega in Lazio. Il padre, Gianfranco, presidente del consiglio comunale a Terracina, a marzo aveva guidato l’avvicinamento. Che si palesa così forte in Toscana. Non a caso.
Ci sono due ragioni: una è quella elettorale. Si vota tanto e presto in Toscana. E la Lega punta a conquistare molti Comuni (anche capoluoghi) già nel 2019, oltre alla Regione nel 2020. Avere due tv serve. In cambio (e questa è la seconda ragione) Marco Sciscione diventa il difensore delle frequenze per le televisioni locali, mentre si scatena una guerra dell’etere (poco nota) ma molto cruenta. Con Lega e M5S su posizioni distanti. In Italia è partito il processo per liberare lo “spazio” per il 5G: le emittenti televisive devono lasciare la banda 700Mhz e spostarsi su quella sub700 per trasmettere. La soluzione individuata dal Tavolo 4.0 del ministero dello Sviluppo economico è di ridurre di un terzo le frequenze a disposizione delle tv locali. Ora il piano in generale si mette in moto dal 2022, tranne che in alcune regioni: fra queste Toscana e il Lazio, dove il “trasloco” scatta a gennaio 2020. Marco Sciscione sottolinea che lui in Toscana ci lavora dal 2009. Mentre il sottosegretario al Lavoro della Lega, Claudio Durigon, evidenzia il ruolo avuto da Gold tv nel salvataggio di Italia 7, oltre all’importanza della nomina di Marco. Nomina che non impressiona la deputata Mirella Liuzzi (M5s) membro della commissione di Vigilanza della Rai, pronta, invece, a tagliare le frequente delle tv locali: «Resteranno quelle che svolgono davvero un servizio pubblico». Non quelle commerciali.
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