Sicurezza
Case popolari, nuove regole in Regione: più toscano sei, più punti avrai in graduatoria
Ecco la legge del Pd che cambia i requisiti di accesso all’edilizia pubblica. I renziani fanno i sovranisti: premi al ceto medio e niente alloggio ai pregiudicati
LIVORNO. Più punti per chi è residente da più tempo in Toscana. Fuori dagli alloggi i pregiudicati, corsi obbligatori di educazione civica, premi alle coppie di fatto, stessi diritti e punteggi per chi spende più della metà dello stipendio per l’affitto (leggi: giovani precari italiani) e i disoccupati con famiglie numerose (vedi alla voce: immigrati).
I dem ci provano in tutti i modi a spiegare, distinguere, puntualizzare. A fare scudo a chi li accusa di essersi «leghizzati». A sostenere che no, non si son piegati al lessico imperativo dei tweet formato Salvini, all’armamentario politico del sovranismo. E dunque Stefano Scaramelli, consigliere regionale del Pd, giura che il messaggio contenuto nella riforma di legge sulle case popolari messa a punto per il partito insieme al capogruppo Leonardo Marras e all’assessore all’edilizia residenziale Vincenzo Ceccarelli non è “italiani first”. «Piuttosto è “prima i toscani” – spiega – ma per noi i toscani sono tutti, anche un ragazzo straniero che lavora e abita qui da anni ed ha un legame con il territorio. Non siamo la Lega. Ma questa riforma introduce un concetto: accanto ai diritti serve ottemperare anche ai dei doveri».
Certo la riforma – che dovrebbe finire in aula per l’approvazione la prima settimana di dicembre – se non proprio sovranista, ha un qualche sapore minnitiano. Non un caso che a farsi paladino del “Toscana first” è stato a maggio Dario Nardella, il primo a chiedere all’ex ministro di scendere in campo per il Nazareno. «Ci sono toscani che aspettano da troppo tempo in lista - disse - e si vedono superarti dagli stranieri».
Così, riconnettersi alle mitologiche periferie che il 4 marzo e poi alle Comunali hanno girato le spalle ai dem e votato Salvini è un imperativo. Lì c’è l’ex ceto medio che chiede protezione sociale. «Con questa legge diamo risposte anche a queste persone, ad esempio ai precari o a chi ha perso terreno a causa della crisi», dice Scaramelli. Non è un caso che questo non sia il primo provvedimento con cui il Pd rivendica la toscanità come valore da difendere. Molte delle delibere varate da Stefania Saccardi in sanità vanno in questa direzione. Eppure la maggioranza renziana potrebbe faticare a tenere intatto il testo fino al voto. Sia la minoranza interna che Mdp potrebbero mettersi di traverso per attenuare misure che lo stesso governatore ritiene forzature.
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Ma quali sono le modifiche? 1) Non viene spostato verso l’alto, e cioè da 5 a 10 anni, il requisito della residenza per l’accesso alle graduatorie così come avrebbe voluto Nardella. Ma d’ora in poi verrà assegnato un punteggio crescente attuando una sorta di “scala mobile” della toscanità: prende di più chi risiede da più tempo in regione: 2 punti per chi c’è da 10 anni, 3 per chi c’è da 15, 4 per chi c’è da 20.
E un premio va anche a chi è da più tempo in attesa: 0, 5 punti per ogni anno di permanenza in graduatoria. I dem aggirano così l’ostacolo della Corte costituzionale, che aveva rigettato le leggi varate in Friuli e Valle d’Aosta, dove la soglia di accesso era stata spostata da 5 a 8 anni, e giudicata dalla Consulta «discriminatoria». «Guai a toccare il limite», aveva ammonito Enrico Rossi.
2) Più punti anche per chi fa fatica a pagare un affitto sul mercato. Finora le regole assegnavano 3 punti a chi spendeva più di un terzo dello stipendio nel canone. Adesso se il rapporto canone-reddito va oltre il 50% i punti salgono a 4. Non solo. Finora non potevano essere cumulate altre due condizioni di disagio abitativo: o si prendevano punti perché si era finiti sotto sfratto o perché si viveva in un alloggio sovraffollato. E comunque non si potevano superare i 6 punti. «Un paletto che favoriva le famiglie straniere, spesso più numerose». La nuova legge elimina il divieto di cumulo.
3) Via il limite dei 2 anni di convivenza per ottenere 2 punti. Adesso andranno a tutte le coppie di fatto.
4) Obbligo di frequenza di corsi di educazione civica organizzati da Comuni e società di gestione dell’edilizia pubblica. Chi sgarra perde il diritto alla casa.
5) Espulsione e divieto di accesso alle graduatorie per chi i pregiudicati condannati, anche in primo grado, per reati non colposi che prevedano pene non inferiori a 5 anni. Tradotto: basta una condanna per furto per essere fuori. «Ma sia chiaro – dice Scaramelli – Coniuge e figli non sarebbero più assegna tari, ma non perdono il diritto all’alloggio. Nessuno li mette su una strada».
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