Gioco
Indagine sulla setta degli archeosofici: «Purificati e paga 1200 euro a ogni grado»
Pistoia, la polizia passa al setaccio decine di testimonianze. Si cercano i riscontri su ingenti donazioni in denaro
PISTOIA. È stato come scoperchiare una pentola che bolliva in silenzio. Giovedì 15 novembre è uscito nelle librerie il libro-inchiesta “Nella setta” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, lo stesso giorno Il Tirreno ne anticipava le pagine dedicate all’Associazione Archeosofica. Da quel giorno si contano a decine i fuoriusciti dall’associazione che, in forma anonima, si sono fatti vivi con gli autori o con la nostra redazione di Pistoia. Per confermare che è vero: l’(apparentemente) innocua Associazione Archeosofica nasconde al proprio interno un Ordine iniziatico, una vera e propria setta, che soggioga decine e decine di adepti spingendoli all’obbedienza, plasmando le loro vite e spillando loro migliaia e migliaia di euro. Tutto sotto il controllo del presidente-maestro Alessandro Benassai.
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Tanto che alla Polizia di Firenze hanno deciso di accendere un riflettore su tutta la faccenda. Per questo da alcuni giorni è aperta un’indagine: per il momento senza ipotesi di reato né tanto meno persone indagate, ma con la chiara intenzione di passare al setaccio questo universo di storie dolenti che l’inchiesta di Flavia Piccini e Gazzanni sta facendo venire alla luce.
Al centro dell’indagine c’è, come detto, l’Associazione Archeosofica. Sede centrale a Pistoia, diramazioni in tutta la Toscana (a Lucca, Siena, Arezzo, Follonica, Empoli, Massa, Pisa, Prato e San Gimignano), ma anche in Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Piemonte e persino all’estero, in Germania e Portogallo. Le pagine web e Facebook dell’associazione raccontano di un’attività incentrata esclusivamente sullo studio comparato delle religioni, dell’influenza degli astri, delle facoltà psichiche normali e paranormali dell’uomo. A Pistoia – ma lo stesso avviene in tutte le altre sedi – l’associazione tiene ogni settimana incontri gratuiti sui temi più svariati. In più, ci sono numerosi corsi (religioni, meditazione, radiestesia, ma anche canto, disegno, medicina) per frequentare i quali occorre iscriversi pagando 60 euro al mese.
Tutto qui? Assolutamente sì, se lo si domanda ai responsabili. «Qui viene chi vuole, non abbiamo nulla da nascondere, altro che setta» spiega la signora che apre la porta della sede di Pistoia, al piano terreno di un bel palazzo di piazza Spirito Santo, in pieno centro. «La nostra attività è completamente trasparente» aggiunge Franco Naldoni, uno dei responsabili delle iniziative dell’associazione.
Ma i racconti dei fuoriusciti dipingono una realtà diversa: sotto l’attività apparente dell’associazione, ci sarebbe un Ordine gerarchicamente strutturato, il “Loto Croce”, il cui accesso è riservato agli adepti più capaci e puri e, soprattutto, in grado di sborsare 1.200 euro a ogni iniziazione al grado successivo. E i gradi, tanto per dire, sono 12. Senza contare i 50 euro che mensilmente chi è “dentro” l’Ordine deve versare in aggiunta ai 60 che si devono pagare per l’iscrizione ordinaria all’associazione.
Ma quello che davvero colpisce nei racconti dei “fuoriusciti” è il livello di condizionamento che raccontano di aver subito all’interno dell’Ordine. «Quando da semplice frequentatrice, fui accolta – spiega una ragazza – mi sembrò di toccare il cielo con un dito. Mi facevano sentire speciale. Ma mi dicevano anche che dovevo migliorarmi, purificarmi. Così andavo avanti sottraendo tempo agli amici, alla famiglia, alla mia vita. Piano piano l’Ordine mi stava risucchiando». E un altro testimone aggiunge: «Quando alla fine decisi di uscire, mi accorsi che non avevo amici: al di fuori di quella cerchia, quella dell’Ordine, non conoscevo nessuno».
Sono solo voci senza un volto, storie quasi sempre documenti a sostegno: delle ingenti donazioni di denaro e dei versamenti mensili, non ci sono ricevute né tracce di alcun tipo. «Sono stati molto attenti a riprendersi tutto» ricorda un fuoriuscito. Ma è altrettanto vero che – dopo l’uscita del libro di Piccinni e Gazzanni e gli articoli sul “Tirreno” – le testimonianze crescono ogni giorno, si sommano raccontando tutte la stessa realtà. Ci vorrebbe un maxi-complotto per organizzare un numero così elevati di testimonianze concordanti.
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