Italia
Treni: neri per la sicurezza, rossi per la gentilezza. Ecco la task force in aiuto dei pendolari
Trenitalia impiega 49 giovani sui convogli e nelle stazioni. Faranno assistenza ai clienti e supporto ai capitreni
FIRENZE. Lui, in divisa blu scura, fa parte della squadra strong. Saranno in sedici. Molti uomini, qualche donna. Perché ad aggredire i capitreno, a dare in escandescenza per una multa o perché qualcuno viaggia senza biglietto e gli viene chiesto di scendere alla stazione successiva sono spesso i maschi. «Sì, molti di noi sono neoassunti, ma abbiamo fatto formazione, ci siamo addestrati a mantenere la calma e a bloccare malintenzionati e aggressori fino all’arrivo degli agenti di polizia ferroviaria - racconta Andrea - Anzi, io e altri ragazzi abbiamo anche partecipato a corsi di autodifesa».
Poi, d’ora in poi, a terra e a bordo dei Vivalto, i Jazz e i Rock o i vecchi treni che ogni giorno attraversano la Toscana dei pendolari ci saranno loro, i gilet rossi, le pettorine come quelle che adesso indossa Lucia, nemmeno 30 anni, quelle del nuovo soft power inaugurato da Trenitalia per dare aiuto e protezione ai 240 mila viaggiatori giornalieri dei regionali. Da una parte una squadra di 16 ferrovieri dedicata alla sicurezza e una di 33 addetti dedicata all’assistenza: «Sono 49 ferrovieri in tutta la Toscana - dice Gianluca Scarpellini, direttore regionale di Trenitalia Toscana - È la prima volta in Europa che viene sperimentato un servizio di assistenza al cliente di questo genere concepito in esclusiva per i pendolari. I ragazzi della protezione aziendale sono preparati per affrontare e prevenire situazioni difficili come aggressioni o diverbi. Non sono armati ma operano in stretto contatto con le forze dell’ordine. Saranno i primi a intervenire e poi a chiamare gli agenti». È la prima volta, cioè, che un servizio di solito pensato per le “ricche” Frecce e l’alta gamma viene offerto anche ai clienti dei trasporto low cost. Insomma, ai dannati dei regionali.
Niente taser, le pistole elettriche di cui Matteo Salvini ha dotato i poliziotti delle principali città italiane. E niente sfollagente. Solo il corpo per difendersi e fare scudo al capotreno e ai passeggeri in caso di emergenza. Questi bodyguard del pendolarismo viaggeranno in coppia a bordo dei regionali più a rischio - in questo periodo soprattutto quelli frequentati dai “bulli”, i ragazzi terribili delle scuole, in estate quelli degli ambulanti - o faranno vigilanza in stazione, magari per scongiurare scippi e borseggi, soprattutto a Santa Maria Novella e a Pisa. «Ci teniamo a sottolinearlo, con la squadra destinata alla security l’obbiettivo è quello di raggiungere quota zero aggressioni all’anno, ma già dal 2018 si sono ridotti i casi grazie agli accordi con la Polfer. L’anno scorso abbiamo registrato 13 casi di capitreno picchiati o molestati, in questo momento sono 10 e siamo quasi a fine anno».
Proprio nelle due stazioni principali di partenza e arrivo dei regionali lavoreranno i gilet rossi, i ferrovieri dispiegati da Trenitalia per il customer care, l’assistenza ai clienti. Ogni giorno due coppie stazioneranno in due box informativi proprio vicino ai binari a Firenze e un box sarà a Pisa dalla mattina alla sera, mentre gli altri saliranno sui treni. Con quali compiti? «Si dedicheranno all’ascolto, daranno informazioni su orari, abbonamenti, eventuali ritardi o bus navetta disponibili in caso di cancellazioni o blackout sulle linee - dice l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli - Avevamo chiesto più attenzione a Trenitalia per i pendolari e questa è la risposta giusta. La qualità del viaggio non dipende solo da treno, che deve essere nuovo o ben manutenuto, e dalla puntualità, ma anche dall'accoglienza, dalla possibilità di avere le informazioni che ci servono al momento giusto. Altrettanto importante è l'aspetto della sicurezza, sul quale la Regione sta insistendo molto e per il quale anche di recente il presidente Rossi ha scritto a Trenitalia ed Rfi». —
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