Il dolore
Archeosofia respinge tutte le accuse «Non siamo una setta»
PISTOIAIl libro “Nella setta” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni è uscito appena ieri nelle librerie ma si è già guadagnato una promessa di querela. A muoversi è l’Associazione Archeosofica di...
PISTOIA
Il libro “Nella setta” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni è uscito appena ieri nelle librerie ma si è già guadagnato una promessa di querela. A muoversi è l’Associazione Archeosofica di Pistoia, che nel libro-inchiesta dei due giornalisti viene citata in termini tutt’altro che lusinghieri da tre “fuoriuscite”. «Abbiamo già incaricato il nostro avvocato di verificare tutto – riferisce uno dei responsabili della sede pistoiese, Franco Naldoni – e se sarà necessario, andremo fino in fondo. Non si può gettar fango così. Non è vero nulla di quanto scritto».
L’Associazione Archeosofica ha sede legale a Pistoia, in piazza Spirito Santo 1,- ma oltre venti sezioni attive, qualcuna anche all’estero. Le riunioni in piazza Spirito Santo 1, si occupano di temi come la vita nell’aldilà, i fantasmi, il Santo Graal, la radiestesia, le leggende medievali sui Templari . Ma secondo il libro di Piccinni e Gazzanni, questa sarebbe solo l’aspetto esteriore.
Regole ferree, promesse di conoscenze superiori poi mai realizzatesi, abusi quantomeno a livello mentale, fino a mettere in discussione i rapporti familiari: di queste cose, secondo i racconti delle persone intervistate, è fatta l’atmosfera che si respira nell’Associazione Archeosofica di Pistoia. Ma soprattutto richieste di soldi, continue.
Racconti che fanno strabuzzare gli occhi ai responsabili dell’Associazione Archeosofica. «Noi siamo assolutamente trasparenti – continua Naldoni – alle nostre riunioni gratuite può venire chi vuole, senza alcun impegno. Certo, ai soci facciamo pagare una quota (50 euro al mese, ndr), ma sono risorse che servono per l’assicurazione, per il mantenimento della sede e cose di questo genere. Facciamo moltissime attività, decine di corsi, di recente abbiamo fatto uno spettacolo teatrale che ha registrato il tutto esaurito. Ci chiedono di replicarlo, ma al momento non ci sono le risorse, figurarsi...». —
FABIO CALAMATI
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