Sicurezza
Drogata e stuprata nella casa occupata: si è salvata con un messaggio all'ex fidanzato
Dopo 15 giorni la donna manda un messaggio all’ex che allerta la polizia. Rintracciata grazie alle celle del telefonino
PISA. Quando i poliziotti l’hanno trovata era «catatonica» e «seguiva il suo aguzzino come se fosse un automa». Lui – un senzatetto macedone di 54 anni – l’aveva quasi ammazzata in un appartamento di via Puglia, accanto all’Esselunga della “civile” Pisa. Tenendola prigioniera di un “loculo” occupato abusivamente dentro un alveare di case popolari – il “Casone” – dove nessuno si è voluto accorgere di nulla. Una storia simile a quella di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina, drogata e stuprata a Roma, meno di un mese fa.
La storia è identica: due donne giovani, ridotte all’impotenza. Entrambe in uno stabile occupato. Desirée a San Lorenzo, quartiere della movida romana vicino alla stazione Termini, è morta, per indifferenza. Lucia (nome di fantasia) si è salvata per caso dopo 15 giorni di sequestro. Perché il suo aguzzino nella prigione pisana, l’ha picchiata, violentata e costretta a fumare hashish. L’unico barlume di umanità un piatto di pasta, ma solo di sera. Con lui che non la lasciava sola un attimo. Finché sabato sera, in un ultimo e disperato tentativo di sottrarsi all’inferno, è riuscita a inviare una foto del suo volto tumefatto sul numero dell’ex compagno, via Whatsapp. Una via di fuga che ha trovato aperta.
L’ex fidanzato di 60 anni – che agli agenti ha ribadito solo di essere un suo amico – ha chiamato il 113. Ed è grazie a lui che il carnefice senza un briciolo di umanità è rinchiuso nel carcere Don Bosco con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona. La procura di Pisa ha deciso di non fornire l’identità dell’uomo, che ha negato ogni addebito. Anzi: ha sostenuto che la donna, una badante moldava di 29 anni rimasta in mezzo alla strada dopo la morte dell’anziana che accudiva, era caduta a terra facendosi del male. Ma quella serie di ematomi e ferite, non sono “compatibili” con ferite accidentali. Sono conseguenze di percosse e angherie. «Quando l’abbiamo trovata, la ragazza dimostrava il doppio dei suoi anni – conferma Rita Sverdigliozzi, capo della Squadra mobile della questura di Pisa – e non lasciava mai il braccio del suo aguzzino. Inizialmente, quando ci abbiamo parlato, sosteneva di essere solo caduta. Poi, dopo che l’abbiamo rassicurata, è esplosa come un fiume in piena. Ci ha raccontato tutti, compresi i particolari, per ore. Da domenica mattina, a domenica sera».
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Al messaggio di Whatsapp – sabato sera – sono immediatamente partite le indagini. I poliziotti, sfruttando il cellulare acceso della vittima, hanno subito stabilito che il telefono si trovava nel quartiere di Cisanello, vicino all’Esselunga. Però, a causa della densità abitativa era difficilissimo individuare l’appartamento-carcere. Anche perché la giovane non si è mai spostata. Fino al giorno successivo, domenica mattina, quando il segnale si è mosso. La donna, infatti, è stata salvata nel piazzale della stazione di Pisa centrale, mentre era a braccetto col violentatore che stava andando a riscuotere dei soldi da una persona. È lì che l’uomo è stato arrestato. È indagato a piede libero per sequestro di persona – ma non per violenza sessuale – anche un cittadino marocchino, che aveva occupato l’appartamento insieme al macedone e teneva segregata la donna.
Ora la ragazza è in una struttura protetta. Ha ancora i postumi delle violenze e di droga e alcol assunti, visto che il suo carnefice la costringeva pure a ubriacarsi per essere disinibita. La prima volta, quando la stava portando a casa con la promessa di un letto dove dormire, l’aveva anche minacciata con un coltello. Era il primo tentativo di ribellione. Concluso con la segregazione su un materasso sporco accanto al tavolo della cucina, dove veniva violentata e drogata. A poco è servito urlare accanto al tassista: lo stupratore è riuscito a convincerlo che fosse pazza. Qualche giorno in più e sarebbe morta anche lei. Come Desirée. Per la badante nessuno farà fiaccolate. Ma c’è possibilità di fare di più: aiutarla a riconquistare la vita, che il suo aguzzino ha provato a toglierle. —
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