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Omicidio di Montopoli, killer nel giorno del suo compleanno: il movente e come ha ucciso l'amico
Gli investigatori puntano sul movente passionale: un rapporto finito e vecchie ruggini avrebbero scatenato l’omicida. A sparare una 357 Magnum. L’accusato: «Tiravo al poligono». Ma quel venerdì disse alla madre che andava da un amico
MONTOPOLI VALDARNO. Per festeggiare il suo compleanno cerca di fare pace con l’amico, Giuseppe Marchesano, 27 anni, e poi lo uccide. Gli scarica in testa quattro colpi, con una 357 Magnum. Altri due alle gambe. Dopo i primi due spari - i vicini li sentono in distinte successioni di due per volta - Danny Scotto, 27 anni, di Chiesina Uzzanese, in carcere con l’accusa di omicidio volontario, avrebbe continuato a sparare anche se ormai “Beppe” era morto. La rabbia e la frustrazione per l’ennesimo rifiuto della vittima a riprendere l’amicizia lo avrebbero spinto anche a denudare parzialmente la vittima, trovata con i pantaloni della tuta sportiva abbassati e le Crocs ai piedi, riversa sul divano rosso vicino all’ingresso della piccola casa di Casteldelbosco, a pochi chilometri di Pontedera.
Gli ha sparato alla testa e alle gambe dopo avergli abbassato i pantaloni
Riconduce sicuramente alle relazioni personali, all’amicizia tra i due giovani, il movente del delitto dell’estate di San Martino. E se non fosse stato per la collaborazione dei parenti dell’indagato, probabilmente la svolta nelle indagini non sarebbe stata così immediata. Danny non ha telefono cellulare e frequenta poche persone. Per arrivare a Casteldelbosco usa il pick-up dell’anziano nonno. Si dilegua con l’arma del delitto, il revolver del terrore. Torna a casa e si costruisce un alibi. «Non sono mai uscito di casa», dirà ai carabinieri, sicuro che non avrebbero potuto “tracciare” la sua presenza a Casteldebosco. Il pick-up viene invece immortalato dalle telecamere pubbliche a Ponticelli, a 3,8 chilometri dalla casa del delitto, in un orario compatibile con la morte di Marchesano.
I due si conoscono e tra l’altro in passato sono incappati nei controlli stradali dei carabinieri. Da qui l'incrocio con la banca dati delle forze dell'ordine che rivela anche il possesso di armi dell’indagato. A casa Scotto i carabinieri trovano appunto il revolver che il giovane, orfano di padre, aveva acquistato il 5 novembre e che è compatibile con l’arma del delitto. «Mi piace sparare al poligono, c’andavo da ragazzino con mio padre», proverà a convincere gli inquirenti.
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A far fermare il presunto autore del delitto saranno proprio i timori e i presentimenti dei familiari dell’indagato, che vivono in Lucchesia. Vengono a sapere dell’uccisione di Marchesano e sanno bene che Danny, il giorno del suo compleanno, aveva raccontato alla madre e alla sorellastra minorenne di essere andato a trovare un amico a Montopoli. Non solo: la sera del 9 avevano provato a chiamarlo a casa per fargli gli auguri e non lo avevano trovato. Le indagini permettono così di trovare pesanti conferme ai dubbi dei familiari e convincono la Procura di Pisa, al termine di un lungo interrogatorio in cui l’indagato non collabora e nega ogni responsabilità, a trattenerlo in stato di fermo per poi trasferirlo in carcere.
Tutto fa pensare a un movente passionale o comunque riconducibile all’amicizia tra i due, che si conoscevano da quando avevano frequentato l’istituto agrario a Pescia. Per Marchesano Danny era un amico e niente più. Ma forse non era così per l’indagato. Già a 24 ore di distanza dalla scoperta del cadavere c’era un indiziato e si delineava un possibile movente.
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La vicenda dei contrasti dopo l’acquisto della casa in cui la vittima abitava viene così spiegata dagli inquirenti. La vittima si era accollata il finanziamento acceso dal precedente proprietario, la società che lo aveva concesso poi di fatto bloccava l’ex proprietario (residente in Sardegna) nei suoi rapporti finanziari e questo talvolta era stato motivo di discussione tra i due. Ma niente di più.
Il giallo di Casteldelbosco ha trovato quindi una sua soluzione. Ed è fissata per giovedì alle 13 l'autopsia su Marchesano. Il giorno dopo si svolgerà l'udienza di convalida del fermo di Scotto.
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