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Meyer, ecco il super laser contro i tumori della pelle dei bambini

Marco Sabia
Meyer, ecco il super laser contro i tumori della pelle dei bambini

Al Meyer, in dermatologia c’è uno strumento all’avanguardia che sconfigge gli emangiomi infantili e a Firenze arrivano bimbi da tutta Italia: con questa “spada” di luce si curano pure “macchie di vino”

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FIRENZE. Nei (o nevi, come si dice con linguaggio scientifico), molteplici dermatiti infiammatorie (acne ,dermatite atopica, psoriasi), patologie infettive di varia eziologia (batteri, funghi, virus), emangiomi, malformazioni vascolari fino a vere e proprie lesioni tumorali (rare per fortuna): sono molte e molto diverse le problematiche che possono interessare la pelle di un bambino, sin dalla più tenera età. La dermatologia dell’ospedale pediatrico Meyer, grazie a un approccio multidisciplinare, riesce ad essere un’eccellenza a livello regionale e nazionale.

Una semplice macchia sulla pelle può essere un sintomo di un qualcosa di molto complesso e da indagare su più fronti. Cesare Filippeschi, medico coordinatore responsabile della dermatologia pediatrica, ci spiega perché.

Dottore, come si cura la pelle di un bambino?

«Siamo abituati a vedere la pelle come un rivestimento o come una barriera: in realtà è un organo complesso che mette in contatto il nostro organismo con l’esterno, come una specie di filtro. Questo fa sì che la patologia dermatologica talvolta possa essere una “spia” di malattie più complesse, tra loro correlate e che riguardano più organi e distretti. Per questo lavoriamo a stretto contatto con endocrinologi, infettivologi, reumatologi, chirurghi, genetisti e altri ancora».

Un esempio?

«Un’ acne grave e cicatriziale può nascondere un ovaio policistico, una patologia tiroidea o reumatologica: per questo serve la collaborazione tra più specialistici che si coordinano, ottimizzano i tempi, scelgono le terapie insieme e semplificano il percorso della famiglia».

Ma quali sono i problemi principali dei bambini?

«La maggior parte dei bambini che arriva al Meyer ha già avuto una valutazione dai territori di appartenenza regionali e nazionali e quindi soffre di malattie con difficoltà di diagnosi o situazioni di difficile gestione terapeutica. La dermatite atopica è una patologia molto frequente che nelle forme più gravi può avere un impatto molto negativo sulla qualità di vita del bambino e della sua famiglia e ha bisogno di un supporto e un’educazione alla gestione di un malattia talvolta cronica».

Per quali motivi si sceglie la dermatologia del Meyer?

« Molti accessi avvengono anche per la cosiddetta “mappatura dei nevi”. In realtà la patologia tumorale sui nevi in età pediatrica è per fortuna un evento molto raro. Gli unici nevi da tenere sotto controllo più stretto in età pediatrica sono i nevi congeniti giganti di oltre 20 centimetri di diametro e i nevi insorti rapidamente nel giro di pochi mesi con caratteristiche cliniche che attirano l’attenzione (intensamente neri e pigmentati o altresì nodulari, rosati e senza colore), cioè il cosiddetto “brutto anatroccolo”. Oltre a questo, il nostro centro dermatologico è diventato un riferimento regionale e nazionale nel trattamento degli emangiomi infantili e delle anomalie vascolari».

Che cosa sono?

«Gli emangiomi infantili (detti impropriamente angiomi) sono in realtà tumori benigni che interessano oltre il 4% dei neonati, più frequentemente bambine e prematuri. Proliferano normalmente nei primi 6-8 mesi, per poi andare incontro a un’ involuzione naturale che si può concludere nei primi anni di vita. Di solito basta monitorarli ma in alcune situazioni è importante un intervento farmacologico precoce: il propranololo ha rivoluzionato il trattamento di tali lesioni. Alcuni emangiomi richiedono anche un approccio chirurgico: per migliorare il risultato disponiamo del Dye Laser, strumento all’avanguardia che conferisce a tutto il percorso terapeutico degli emangiomi un livello di primissimo ordine nel panorama nazionale».

E le anomalie vascolari?

« Il Dye Laser è utile anche nelle malformazioni vascolari, come le “macchie di vino” presenti alla nascita, ma refrattarie alle terapie. I bambini, poi, crescono e con loro “cresce” l’acne, su cui ci sono molte leggende metropolitane».

Come ci si deve comportare?

«Spesso l’acne è una patologia che dai genitori viene sottovalutata e ritenuta un fenomeno tipico di un certo periodo della vita. In realtà l’acne può persistere per molto tempo e rimanere in alcuni casi anche nell’età adulta. Il ragazzo che ne soffre non vuole sentirsi dire che crescendo passa: l’acne può diventare un problema relazionale invalidante. Trattare con le terapie adeguate l’acne evita inoltre la formazione di cicatrici permanenti poi di difficile trattamento».

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