Sicurezza
Monte Serra, lo Stato non paga i danni: ecco la motivazione
Respinta la richiesta di stato di emergenza nazionale. Il sindaco di Calci: «Vergogna». Ricostruzione a carico dei Comuni
CALCI. «Non risulta che l’incendio abbia coinvolto in modo significativo le strutture e le infrastrutture presenti nell’area percorsa dal fuoco. Peraltro, i centri abitati principali sono stati lambiti dalle fiamme e gli interventi di riduzione del rischio sono connessi direttamente al recupero forestale delle aree interessate dall’evento».
Poche frasi e in burocratese. È così che il capo del dipartimento di protezione civile, Angelo Borrelli, ha bocciato la richiesta di stato di emergenza nazionale avanzata al Governo dalla Regione dopo il terribile incendio del Monte Serra. In pratica – secondo il Governo – i 1.042 ettari bruciati (su una superficie totale di circa 1.500) non sono tali da giustificare l’emergenza. E nemmeno le 12 famiglie di Calci rimaste sfollate o con la casa danneggiata. Per loro, il presidente Enrico Rossi, aveva chiesto allo Stato 3.100.000 euro. Questa la cifra stimata per i «danni agli immobili privati» secondo la relazione inviata da Firenze a Roma, che individua in 15.250.660 euro i soldi per i «primi interventi urgenti».
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Ma non arriverà nulla, almeno per il momento. «Per il Monte Pisano è arrivata una lettera – ha spiegato ieri il governatore durante il Consiglio regionale – e non c’è stato riconosciuto alcunché. Non è tanto questo il punto: il punto sono piuttosto la sequela di dichiarazioni e le passerelle che abbiamo visto. Mi auguro che questa volta si possa ottenere un risultato positivo», ha concluso riferendosi agli ultimi danni causati in Toscana dal maltempo. «L’unica parola che mi viene in mente è vergogna – dice il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, che questa parola l’ha scritta a caratteri cubitali sulla sua pagina Facebook – perché così il Governo dice ai cittadini che vivono in zone difficili di andarsene, che se succede qualcosa sono c***i loro. No, così non va bene». «Andremo a Roma», annuncia invece il primo cittadino di Vicopisano, Juri Taglioli, un altro dei Comuni pisani colpiti insieme a Buti e Cascina.
«Rossi oltre a essere scorretto, dovrebbe iniziare a essere più chiaro con sé stesso. Non è accettabile che dichiari che il Governo non sta facendo niente per l’incendio nel Pisano. O è in malafede o è semplicemente alla ricerca di una sterile polemica politica per avere il suo momento di visibilità e tentare di addossare su altri sue specifiche responsabilità», ha invece dichiarato il ministro delle politiche agricole, il leghista Gian Marco Centinaio.
Mentre la deputata della Commissione agricoltura della Camera, la pentastellata Chiara Gagnarli, dopo aver visitato il Serra insieme ai colleghi ha firmato una risoluzione proprio per esortare il Governo a prevedere fondi agricoli per le popolazioni colpite dall’incendio. «Quella di Calci era una situazione particolare ed era quasi impossibile trovare soldi con gli strumenti esistenti», ha concluso.
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